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Il pugno di Bergoglio contro maghi e cartomanti

Angela Bruni
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Nel giorno dell'Epifania, l'invito di Papa Francesco ai fedeli è di scartare il superfluo, le dipendenze, il consumismo, per tornare all'essenziale. A rifiutare i falsi idoli «traditori» e chi promette di «darti questi idoli», come maghi, cartomanti e fattucchieri. Nella solennità si ricorda l'adorazione dei magi a Gesù che, nelle parole del Pontefice, è la via per «disintossicarsi da tante cose inutili, da dipendenze che anestetizzano il cuore e intontiscono la mente». Per approfondire leggi anche: LO SCHIAFFO DEL PAPA SCATENA L'IRONIA DEI SOCIAL È adorando, dice, che si impara a rifiutare quello che non va adorato: «Il dio denaro, il dio consumo, il dio piacere, il dio successo, il nostro io eretto a dio». Saper adorare Dio è un aspetto fondamentale della vita cristiana, che senza diventa solo un «modo educato per approvare sé stessi e la propria bravura». Il rischio in cui incappano i cristiani che non sanno adorare è «serio», intima e non è così remoto: «Quante volte abbiamo scambiato gli interessi del Vangelo con i nostri, quante volte abbiamo ammantato di religiosità quel che ci faceva comodo, quante volte abbiamo confuso il potere secondo Dio, che è servire gli altri, col potere secondo il mondo, che è servire sé stessi!». A nulla servono teologia e pastorale se «non si piegano le ginocchia», se non si fa come i magi. Adorando, scopriamo che la vita cristiana è «una storia d'amore con Dio, dove non bastano le buone idee, ma bisogna mettere Lui al primo posto, come fa un innamorato con la persona che ama». Così dev'essere la Chiesa guidata da Francesco... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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