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la guerra dei frollini

Nutella Biscuits a ruba, Barilla sfida Ferrero con i Biscocrema

Nutella Biscuits a ruba, Barilla sfida Ferrero con i Biscocrema

Nutella biscuits contro Biscocrema Pan di Stelle. È "Star Wars" tra i biscotti della Nutella e i Pan di Stelle, emblema di quello che si dice “parlare alla pancia del paese”. Barilla dichiara guerra alla Ferrero e lancia il nuovo biscotto alla crema per sfidare il frollino rivale, ormai superstar in tutti i supermercati.  

A rompere la pax “fornaria”, il patto di non belligeranza triglicerica è stato il marchio della Barilla “Pan di Stelle” che ha lanciato sul mercato la crema spalmabile ispirata agli omonimi biscotti. Il prodotto ha ottenuto ottime recensioni: amarognolo il giusto, nocciolato equilibrato, croccantino grazie alla polvere di pan di stelle, senza il reprobo e mefistofelico olio di palma, quello che invece è ingrediente irrinunciabile per Nutella, leader incontrastata del settore.

La Ferrero non è rimasta a guardare, si è armata di frusta e planetaria e ha “picchiato” il competitor con sacchi e sacchi di farina fino a far arrivare sugli scaffali dei supermercati una busta che sta in piedi da sola (packaging semplice perché conta il contenuto, nda) con all’interno i “Nutella Biscuits. Si tratta di frollini piacevolmente friabili al palato grazie a farina e crusca di frumento con un cuore di Nutella proprio come il cuoricino disegnato sopra. Per intenderci, sono i parenti ricchi dei Baiocchi. Succede che in Italia i Nutella biscuits, da tempo reperibili all’estero, vanno a ruba: in tre settimane la Ferrero ha venduto oltre 57 milioni di frollini per un fatturato di 8 milioni. Roba da leccarsi i baffi e far venire un’indigestione ai rivali. A spargere zucchero sulle ferite dei Pan di Stelle la notizia che i Nutella Biscuits sono introvabili, inghiottiti da gole profonde e voraci da Nord a Sud, da Est a Ovest. Ripiani presi d’assalto e svuotati come se stesse risuonando la sirena di un allarme nucleare: tutti al riparo nel bunker del gusto Nutella.

Spuntano perfino gli sciacalli dei dolci, gli avvoltoi delle nocciole in crema, le sanguisughe degli agenti levitanti, i bagarini delle debolezze altrui che hanno fatto incetta di confezioni e le rivendono al doppio: 6 euro anziché 3 euro per 340 grammi di grassi saturi e carboidrati. E’ successo a Napoli. Nei quartieri storici della città alcuni negozianti vendono gli ambiti biscottini al doppio semplicemente perché “non si trovano”.

La guerra senza esclusione di emulsionanti non è finita: la Resistenza sferrerà un nuovo attacco a gennaio 2020 quando invierà le truppe d’assalto a conquistare i banchi dei negozi con Biscocrema Pan di Stelle. L’azienda ha anticipato la mossa con un comunicato: “Il Biscocrema unisce la frolla al cacao dei biscotti Pan di Stelle e alla nostra crema, chiuso da un tappo di cioccolato e abbellito dalla tipica stella bianca. Ma è fatto senza olio di palma, per abbattere i grassi saturi. Sarà venduto in monoporzioni da due biscotti, per limitare le calorie (139) perché non è un prodotto da mangiare tutti i giorni, ma per una colazione speciale, una coccola o un dopo-cena”. L’ordine nell’universo dolciario sarà ripristinato?

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