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Troll e richieste assurde, i social dell'Inps vanno in tilt

C'è chi si lamenta della cifra e chi si autodenuncia per sbaglio. Lo staff risponde a tono, poi arrivano le scuse

Mary Tagliazucchi
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Le richieste più assurde stanno letteralmente mandando in tilt la pagina facebook dell'INPS (INPS per la famiglia), mettendo davvero a dura prova il social media manager che, se inizialmente rispondeva in maniera pacata, ad oggi, si intravede in alcuni post di risposta una ‘malcelata' insofferenza. E non potrebbe essere altrimenti visto il tono dei commenti di molti utenti che, rammaricati per il basso importo del reddito di cittadinanza, stanno inondando di commenti – al limite dell'assurdo- la pagina dell'istituto di previdenza sociale. C'è persino chi risponde al posto dell'ente stesso come Simona M.: “Puoi chiamare il numero dell'INPS dove la voce guida ti chiederà se voi conoscere lo stato della domanda, se hai il protocollo e ti darà la risposta.” Immediata la risposta – caratteri cubitali – del social media manager: “ NON RISPONDETE AL POSTO NOSTRO O DOBBIAMO BLOCCARVI.” I post si susseguono a ritmo battente portando al ‘limite' chi è dall'altra parte a rispondere. Un utente dal nome che è già tutto un programma (Candy Candy Forza Napoli) non sa come richiedere un semplice pin, al che, davvero spazientito il social media manager risponde: “Le ripetiamo se usa facebook e si fa i selfie con le orecchie da coniglio sa anche richiedere un pin.” Ironico e sbeffeggiante il post di Martina K.M.: “Dove sono i miei 780 euro? Ora come gliela pago a A. la bamba che mi ha dato a credito mentre aspettavo che lavoraste la mia pratica?”. Ma al limite anche della privacy ma soprattutto del buon senso c'è il commento di R.S.T.G.: “Mio figlio ha 26 anni mai lavorato (legalmente) dove può recarsi per avere più delucidazioni sul reddito di cittadinanza?”. Risposta del social media manager Inps: “Innanzitutto le consigliamo di non scrivere che suo figlio ha lavorato in nero sui social della Pubblica Amministrazione che dovrebbe fare dei controlli su questi aspetti perché sono costretto ad inviare segnalazione ai nostri ispettori.” E, mettendosi nei panni di chi è dietro a quello schermo da ieri, rispondendo a post e commenti davvero al limite dell'assurdo non si può far altro che solidarizzare. Anche se, dopo una pazienza pari a Siddharta, qualche ora fa un commento un po' fuori dalle righe gli è scappato su uno dei tanti, troppi, commenti come il seguente di un certo Lorenzo: “Flat tax + aumento Iva significa che chi sta meglio paga meno e chi sta peggio paga di più. Meno servizi, più privilegi per pochi. Dopo la beffa del reddito di cittadinanza sta arrivando quella dell'Iva e della Flax Tax. Noi intanto ce la prendiamo coi migranti.” Ed ecco la risposta molto, molto, piccata dell'addetto social di INPS: ”Chi sta meglio non è un fottuto parassita. Vai in Africa se ti piace il così tanto il terzo mondo”. In mattinata lo stesso account Facebook dell'Inps ha precisato che non risponderà più a domande non congrue ma allo stesso tempo chiede scusa a chi si è sentito offeso. 

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