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Le gretine in piazza a fare la rivoluzione dei buoni sentimenti

Massimiliano Lenzi
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Venite avanti, Gretine. I nomi possono essere i più disparati: Valeria, Elena, Serena, Alice, Marco, Giovanni, Alfonso, Fausto e chi più ne ha più ne metta, in tutte le lingue del mondo. Ma la sostanza è piuttosto conformista, l'ennesima ideologia di cui non avevamo bisogno, neppure per quella che in apparenza potrebbe sembrare come una giusta causa: ovvero salvare il pianeta Terra dall'inquinamento e dal troppo caldo.  Di salvifico infatti ieri nello sciopero green, giovane e globale non c'era un granché mentre si trovava tutta intera la nascita di una nuova ideologia: il gretismo globale. Greta chi? Lei si chiama Greta Thunberg ed è la sedicenne svedese che ha ispirato il movimento degli studenti per chiedere ai governi politiche nuove contro il riscaldamento planetario. Perché coi tempi che corrono per indignarsi sopra un argomento, in questo caso il meteo, bastano pochi elementi: delle treccine magari, la convinzione che una faccia pulita possa evangelizzare il Mondo, una spruzzata di bontà con tanto di candidatura al Premio Nobel per la Pace e poi i social, la rete, tra tutti il luogo più moralista che esista. Senza contare che non piove più come una volta, come avrebbero detto le nostre nonne. Ecco, nelle Greta di tutto il mondo unitevi dello sciopero sul clima di ieri, si racchiude in fondo una... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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