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Mogadiscio, kamikaze fa 15 vittime nell’albergo dei vip

Pino Sereni Sono quindici, per il momento, le vittime di un attaccio kamikaze contro un noto albergo di Mogadiscio. Fra i morti vi sono esponenti politici, militari e alti funzionari governativi. L'...

Sono quindici, per il momento, le vittime di un attaccio kamikaze contro un noto albergo di Mogadiscio. Fra i morti vi sono esponenti politici, militari e alti funzionari governativi. L'attacco terroristico, rivendicato dagli estremisti islamici «al Shabaab», è scattato alle prime ore di ieri mattina. Secondo quanto riferisce l'emittente al Jazeera, l'attacco è cominciato con l'esplosione di un'autobomba davanti al Sahafi Hotel, albergo di lusso nel centro di Mogadiscio usato spesso da uomini politici e che si trova proprio accanto al quartier generale della polizia criminale (Cid). Uomini armati hanno poi aperto il fuoco contro le guardie all'ingresso e sono penetrati all'interno dell'albergo, dove un terrorista suicida si è fatto esplodere. Soldati somali e dell'Unione Africana sono poi riusciti a riprendere il controllo dell'albergo dopo una violenta sparatoria, secondo quanto riferiscono testimoni sul posto. Subito dopo la prima esplosione, ne sarebbe stata avvertita un’altra, seguita dal crepitare di mitragliatrici. Alcuni uomini armati, a questo punto, hanno fatto irruzione nell'albergo dove gli scontri con gli uomini della sicurezza sono andati avanti per almeno tre ore. Secondo una fonte della polizia somala, il maggiore Osman Ali, «i miliziani armati di mitragliatrici sparavano da un tetto». Tra le vittime ci sarebbe anche il proprietario dell’albergo, che è frequantato spesso da numerosi deputati somali e fra i feriti vi sarebbero anche un giornalista e un uomo d'affari locale, hanno detto testimoni all'agenzia stampa Dpa. L'attacco, secondo fonti locali, sarebbe già stato rivendicato dai miliziani somali al Shebaab, legati ad Isis. «Esprimo il più profondo cordoglio e la solidarietà del governo e degli italiani al popolo e alle istituzioni somale per il vile atto terroristico. I terroristi non prevarranno e non otterranno alcun obiettivo - ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni a seguito dell'attentato in Somalia - Il popolo somalo e la sua classe dirigente sono intenti a costruire una Somalia pacifica e stabile. Il dibattito nazionale per il completamento del processo di regionalizzazione del Paese e le consultazioni in vista delle elezioni previste per il 2016 sono ritenuti dall'Italia di importanza strategica per il futuro del Paese e continueranno ad avere il nostro sostegno». Nel 2009, nello stesso hotel Sahafi, vennero rapiti due 007 francesi, uno dei quali riuscì in seguito a fuggire. Il secondo, invece, venne ucciso dagli Shebaab durante un fallito tentativo di salvataggio.

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