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Addio a Castello Grande pediatra e uomo illuminato

È l’unico medico al mondo che può dire di aver avuto i complimenti di due Santi, Karol Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta, che lo erano andati a trovare nel suo reparto modello di oncologia...

È l’unico medico al mondo che può dire di aver avuto i complimenti di due Santi, Karol Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta, che lo erano andati a trovare nel suo reparto modello di oncologia pediatrica al Policlinico di Roma. Manuel Castello, pediatra italo-argentino di fama mondiale, se ne è andato lasciando un vuoto incolmabile, che ieri mattina la Chiesa di Santa Chiara, gremita all'inverosimile, rendeva palpabile. A dargli l'ultimo saluto tanti bimbi di ieri, diventati oggi uomini, tanti studenti oggi cattedratici, tanti colleghi con le lacrime agli occhi, tante mamme commosse e grate che gli hanno affidato i loro figli. Castello non è stato solo un grande pediatra, ma soprattutto un uomo illuminato che, oltre che con l'Argentina, sua terra d'origine, ha alzato ponti scientifici con realtà difficili da coniugare, come Israele e la Palestina, riuscendo a mettere insieme, nel nome della pace e della buona sanità, mussulmani con cattolici ed ebrei. E per primo, quando ha capito che nei suoi reparti non arrivavano solo bimbi italiani, ha favorito "master" che hanno aperto le porte a medici provenienti da ogni parte del mondo, per una integrazione reale. Il mondo, quello dei più sfortunati, perché bimbi e malati era il suo orizzonte e, collaborando tra l'altro anche con la Fondazione Eni, è riuscito a portare avanti programmi di vaccinazioni in Congo, Angola, Mozambico e Ghana che hanno salvato tante vite.

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