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Il «Sunblack» e il «Kumato» sono due varietà prodotte da incroci Pomodoro nero e resti giovane

È ricco di «antociani», come i mirtilli, che lo rendono afrodisiaco e anti-age

Un tempo era un afrodisiaco. Oggi è meglio di una crema, dell’acido ialuronico o di un massaggio facciale. Lo dicono gli studiosi, il pomodoro nero è anti-age. In alcuni paesi dell’entroterra siciliano si chiama ancora «pùma d’amùri», pomo dell’amore, proprio come lo chiamavano anticamente i francesi, «pomme d’amour», convinti che avesse proprietà afrodisiache. Del resto, appena arrivò in Europa, a fine 1500, fu regalato alla regina Elisabetta I d’Inghilterra spiegandole che si chiamava «apple of love». Del colore dell’oro, era nato nella zona tra Messico e Perù, molto apprezzato dagli aztechi, ma fu il clima del sud del nostro Paese a farlo diventare rosso fuoco. Il pomodoro, che tanto somigliava alla velenosa erba morella, veniva usato però come pianta ornamentale per finestre e cortili insieme alla patata americana. I primi pomodori che arrivarono in Spagna furono piantati nell’orto del medico e botanico Nicolàs Monardes Alfaro autore del libro «Delle cose che vengono portate dall’Indie Occidentali pertinenti all’uso della medicina», che lo considerò come una coltura con proprietà curative. Oltre all’uso farmacologico, poi si capì che poteva essere usato nella gastronomia. Ma è l’Italia la regina del pomodoro in Europa e uno dei più grandi produttori mondiali: 2,3 milioni di tonnellate (50% del totale) si producono nel distretto tra Piacenza, Parma, Cremona, Mantova, Ferrara, Lodi, Alessandria, Pavia e proprio Piacenza gli dedica un Festival di 3 giorni «OroRosso». Protagonista indiscusso delle nostre tavole, ingrediente indispensabile della dieta mediterranea, un concentrato di sapore e di salute memtre continua la sua evoluzione attraverso studi ed incroci per ottenerne varietà con proprietà diverse: un ottimo alimento, non più soltanto afrodisiaco ma anche in grado di rinforzare le ossa e regolarizzare l’attività del fegato controllando il livello di lipidi circolanti nel sangue e tenendo d’occhio l’obesità, come sostiene uno studio di alcuni ricercatori giapponesi della Kyoto University. Forme e nomi diversi: Cuore di Bue, Dolce di Piccardia, Pachino, Roma con le sue varianti dal Costoluto fiorentino al Manduria e il Piennolo del Vesuvio, San Marzano, Seno di Venere. E poi un universo di colori: rosso certamente, dal corallo al sangue di bue, ma anche rosa, giallo, bianco e perfino nero. E la nuova tendenza è proprio il nero, rigorosamente non Ogm, dalle proprietà anticancro, nemico dell’invecchiamento e amico del cuore grazie alle alte concentrazioni di vitamine, antiossidanti e antociani.

La «nutraceutica» (fusione di nutrizione e farmaceutica), nuova disciplina scientifica che studia la relazione tra cibo e salute sostiene che un alimento nutraceutico è la varietà di pomodoro «SunBlack», caratterizzata da un elevato contenuto di antociani (antiossidanti) nella buccia che gli conferiscono il classico colore nero-viola. Gli antociani sono sostanze presenti nei mirtilli, nelle more ed in molti altri frutti ma non nel normale pomodoro che contiene fibre, zuccheri, vitamine e licopene, altro antiossidante che dà il colore rosso. È quindi un pomodoro «arricchito» di antiossidanti, con un mix di licopene e antociani. Nato nei laboratori dell’Università della Tuscia di Viterbo, Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Pisa e Università di Modena e Reggio Emilia, è considerato un superalimento che riunisce i benefici dell’ortaggio e dei frutti di montagna.

Oltre al SunBlack, esiste anche il Kumato, risultato di 5 anni di ricerche condotte dalla società sementiera Syngenta Seeds, non « frutto» dell’ingegneria genetica, ma di migliaia di incroci tra diverse varietà.

Comunque esistono avi d’eccezione di queste varietà: il più noto è il Nero di Crimea, ma ci sono anche il Blac k Cherry, il Black Zebra (una delle più antiche, variante del ciliegino dalla buccia nera e zebrata) e il Cherokee Purple, probabilmente già usato dai nativi americani. Nella Valle della Loira, in Francia, c’è La Bourdaisière, una specie di «riserva naturale del pomodoro» fondata dal principe Luigi Alberto De Broglie, che nel 1991 acquistò con il fratello il castello della Bourdasière: un’area protetta con una autentica collezione di pomodori affinché le varietà antiche non vadano in disuso. Nel 1992 furono piantate 50 varietà, oggi se ne contano 650.

Insomma, altro che «pomme d’amour», pomodoro vita mia!

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