«Con le mie assunzioni, siamo tornati a incassare il 100% dei canoni di concessione». Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, non molla di un centrimento. I due documenti del Mef che censurano consulenze e assunzioni nel periodo 2009-2012 non lo scalfiscono. Nemmeno ben sapendo che il materiale ora è al vaglio di Corte dei Conti, Autorità Nazionale Anticorruzione e, attraverso gli esposti dell’Associazione Antimafia «Antonino Caponnetto», anche alla Procura di Civitavecchia. A «Il Tempo» risponde punto su punto. Presidente Monti, il Mef, con documento Prot. 92018 del 24.11.2014, ha risposto punto su punto alle sue controdeduzioni rispetto ai pesanti rilievi che lo stesso Ministero aveva messo in essere relativamente a consulenze e assunzioni nell’Autorità Portuale tra 2009 e 2012. Continua a ritenere che l’Ente abbia l’autonomia necessaria per dotarsi di nuovo personale senza concorso pubblico? «È da un anno e mezzo che ribadisco come si parli del periodo 2009-2012. Io sono presidente dal 7 giugno 2011. L’Autorità Portuale è un ente pubblico non economico, non soggetto al d.lgs.165/01 che disciplina il pubblico impiego. Al termine dell’ispezione è stato rivolto "un invito al Ministero dell’Economia e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ad approfondire le problematiche emerse presso l’Autorità Portuale di Civitavecchia ma che coinvolgono tutte le autorità portuali e derivano dalla presenza di un quadro normativo non chiaro". Lo stesso Ispettorato ha riconosciuto come "le assunzioni per chiamata diretta non sono facilmente attaccabili sotto il profilo della legittimità perché puntualmente previste dal contratto collettivo nazionale". L’Autorità al momento della mia nomina veniva da un commissariamento e da un’altra ispezione del Mef che sollevava rilievi sulla gestione del demanio. Ho ottenuto dal ministero vigilante la possibilità di assumere 29 nuove unità, di cui 17 provenienti da un accordo sindacale di stabilizzazione sottoscritto dal mio predecessore, 4 assunti a chiamata diretta, come consentito dal contratto di lavoro dei porti, e 8 messi a concorso a distanza di ben 3 anni dall’approvazione della pianta organica. Altri 6 posti si sono liberati per il normale turn-over. Gli assunti per chiamata diretta hanno consentito all’ente di risolvere i problemi relativi ai rilievi sul demanio, giungendo ad incassare il 100% dei canoni di concessione. Qualora avessi poi voluto fare assunzioni clientelari, perché non procedere subito per tutti i posti ancora disponibili e non coprire anche il posto da dirigente tuttora vacante?». Uno dei rilievi riguarda l’affidamento di incarichi o l’assunzione di profili non idonei ai compiti da svolgere. Con quale criterio sono stati valutati i curricula? «Lungi da me mettere in discussione il lavoro svolto dall’ispettore, però non si può non rimanere perplessi quando si legge che un avvocato non è idoneo all’assunzione presso l’ufficio legale, o che una laureata in Economia non possa lavorare in amministrazione». Spiccano, fra gli assunti, elementi con indubbie competenze ma che facevano parte di organismi di controllo: sindacalisti, comandanti di polizia locale, membri del Comitato Portuale e del Collegio dei revisori, il Commissario che l’ha preceduta, un ex sindaco e anche il leader di un movimento ambientalista (quest’ultimo nominato). Il Mef stigmatizza questa decisione, cosa ne pensa? «Si tratta, appunto, di elementi con indubbie competenze, per nessuno dei quali esiste conflitto di interesse. Inoltre, l’ex sindaco, che aveva concluso il suo mandato nel 2006, non lavora in Autorità Portuale: nel 2012 ha avuto un distacco di soli 3 mesi dal Ministero degli Interni, per la redazione del protocollo di legalità per le opere di infrastrutturazione». Il documento ministeriale apre un capitolo sui conflitti d’interesse. Suo fratello ha interrotto il rapporto di consulenza quando lei è stato nominato presidente, ma questo non è avvenuto per la figlia del segretario generale. Come mai? «Non solo mio fratello non ha ottenuto consulenze durante la mia presidenza, ma anzi lo stesso ispettore del Mef ha censurato la mia nota al Segretario Generale ed al Rup, nella quale li invitavo a cessare qualunque tipo di rapporto in essere con lui, scrivendo "un conto è dichiarare correttamente la presenza di un rapporto di parentela e astenersi dal partecipare a procedimenti amministrativi e firmare atti inerenti il parente. Altro è disporre di non conferire più incarichi al proprio fratello in assenza di una motivazione adeguata". Quanto alla dottoressa Ievolella, il suo incarico era correlato alla richiesta di un finanziamento europeo, poi ottenuto dall’ente, ed è cessato alla chiusura del procedimento». Risponde al vero, come raccontano alcune cronache locali, che nel corso della sua presidenza siano stati affidati incarichi di assistenti al Rup anche al figlio di un dirigente Assoporti, organismo da lei presieduto, oltre che a parenti di politici civitavecchiesi? «Dovrebbe precisarmi quali sono queste "cronache locali", perché ce n’è solo una, se tale si può definire, che sta conducendo una campagna di fango e di falsità contro il sottoscritto, che ho portato all’attenzione degli organi giudiziari, con querela per estorsione, violenza privata e diffamazione». Recentemente, ha dichiarato che buona parte di questi rilievi sono da ascriversi al suo predecessore, Fabio Ciani. Come mai, se riteneva si trattasse di un operato censurabile, gli ha dato continuità? «Ritengo che l’accordo sottoscritto dal mio predecessore per la stabilizzazione dei precari fosse legittimo. Tra l’altro, nessun organo di vigilanza, né il Mef, dalla nascita dell’Autorità Portuale, aveva mai contestato la procedura di assunzione del personale». C’è un’inchiesta sulla Darsena Traghetti per gravi irregolarità sul materiale utilizzato. Possibile che vengano contestate responsabilità di controllo da parte del direttore dei lavori, la Rogedil di Edgardo Azzopardi, entrata in Porto sotto la sua presidenza. Come si pone di fronte a questa vicenda? «La Rogedil opera con l’Autorità Portuale dal 2003, quando, sotto la presidenza Moscherini, vinse il concorso internazionale di idee per il porto storico. Sempre in quegli anni la società era progettista del Piano Regolatore del porto di Gaeta. Durante il mio mandato, Rogedil ha vinto una gara europea per la direzione lavori della Darsena Traghetti e servizi. Per quanto concerne l’inchiesta, ribadisco che l’ente è parte lesa e si costituirà parte civile qualora si dovesse andare al processo».
«Parentopoli al porto? Assunzioni legittime»
Parla Pasqualino Monti, presidente dell'Authority: «Col nuovo organico a Civitavecchia incassiamo il 100% dei canoni di concessione»
