Giusy Versace vince nello sport e nelle aule di giustizia. La ragazza ha infatti ottenuto un risarcimento milionario dall'Anas s.p.a.. Se il nome «Versace» non sarà ricordato solo per l'importante ruolo svolto nel mondo della moda lo si deve a lei. Giusy Versace, all'anagrafe Giuseppina, è infatti divenuta l'emblema della forza di volontà, del riscatto, dei risultati ottenuti grazie alla tenacia e al sudore della fronte. La trentacinquenne, dopo aver perso entrambe le gambe a causa di un incidente automobilistico si è letteralmente rialzata. Divenendo così la prima atleta italiana della storia a correre con un amputazione bilaterale. Ma la giovane non è capace solo di vincere numerosi titoli italiani ed Europei. Giusy Versace ha infatti denunciato in sede civile i presunti responsabili del danno da lei subito durante l'incidente che le costò entrambe le gambe. Per questo motivo Anas s.p.a. è stata condannata a risarcire 1 milione, 485 mila e 182 euro a Giusy, la figlia di Alfredo Versace, cugino dei noti fratelli Donatella, Santo e Gianni. È proprio nel campo della moda che la ragazza si stava affermando viaggiando tra Londra e Milano. Ma nel maggio del 2005, mentre percorreva l'autostrada Salerno – Reggio Calabria, aveva perso il controllo della macchina andando a sbattere contro il guard rail. Un foglio metallico si era separato dalla barriera ed entrando nel veicolo aveva «provocato l'amputazione netta e di entrambi gli arti inferiori della Versace» si legge in denuncia. «Un evento che rimette tutto in gioco e che non ha mai avuto il significato di una resa» è possibile leggere nel sito della sportiva. La ragazza torna a guidare e inizia a correre con le protesi in carbonio vincendo 9 titoli italiani, un record europeo e diversi record nazionali. Giusy combatte anche in tribunale, citando in giudizio l'Anas e sottolineando le «grossolane anomalie dovute ad una scorretta e pericolosa messa in opera» già evidenziate dai vigili urbani. Secondo il tribunale «l'Ente non poteva consentire la circolazione su un tratto di strada di cui aveva la custodia, senza adottare i presidi necessari ad eliminare i fattori di rischio». Inoltre il guard rail «era in pessime condizioni di manutenzione e presentava gravissime anomalie della messa in opera che rendevano la barriera estremamente pericolosa». L'Anas è stata ritenuta colpevole e la Versace non ha solo vinto la causa ma l'ennesima sfida, una battaglia per la legalità, la sicurezza stradale e le conseguenti responsabilità di chi deve tutelare l'incolumità di chi viaggia.
Giusy Versace batte anche l’Anas: maxirisarcimento
Giusy Versace vince nello sport e nelle aule di giustizia. La ragazza ha infatti ottenuto un risarcimento milionario dall'Anas s.p.a.. Se il nome «Versace» non sarà ricordato solo per l'importante...
