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E' morto Elio Toaff, il rabbino capo che portò Wojtyla in sinagoga

Aveva 99 anni. Diede un significativo contributo al dialogo ebraico-cristiano grazie ai suoi rapporti con il mondo cattolico

E' morto Elio Toaff, il rabbino capo che portò Wojtyla in sinagoga

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E' morto Elio Toaff, il Rabbino capo emerito della Comunità ebraica di Roma. Aveva 99 anni. Il decesso è avvenuto poco prima delle 20, nella casa dove Toaff abitava, di fronte al Tempio Maggiore di Roma. A comunicare la scomparsa di Toaff sono stati il Rabbino capo della Capitale, Mario Di Segni, e il Consiglio della Comunità ebraica di Roma. "In queste ore - ha riferito il portavoce della Comunità Fabio Perugia - apriremo i templi per pregare per l'anima di Rav Toaff, la più grande guida spirituale e rabbinica che la Comunità ebraica italiana ha conosciuto".

 

Dalla Shoah al Papa in Sinagoga, con Toaff scompare pezzo di storia dell'Ebraismo. Con la scomparsa di Elio Toaff non se ne va un grosso pezzo della storia recente dell'ebraismo italiano, ma anche una delle più alte autorità morali della religione ebraica e uno dei principali artefici del dialogo con la Chiesa di Roma. Nato a Livorno il 30 aprile 1915, Toaff si è laureato in teologia al Collegio rabbinico di Livorno con il titolo di rabbino maggiore. Durante la guerra e la Shoah, sfuggito a tentativi di deportazione e assassinio da parte nazista, entrò nella Resistenza. Già rabbino capo di Ancona, dal 1941 al 1943, Toaff è stato poi rabbino capo a Venezia, dal '46 al '51, poi di Roma per ben 50 anni, dal 1951 al 2001. Durante la sua vita, Toaff ha dato un significativo contributo al dialogo ebraico-cristiano, grazie ai suoi rapporti con il mondo cattolico. Già nel '58 ebbe parole di apprezzamento per la controversa figura di Pio XII, affermando alla sua morte: «Più che in ogni altra occasione, abbiamo avuto l'opportunità di sperimentare la grande compassione e la grande generosità di questo Papa durante gli anni della persecuzione e del terrore, quando sembrava non ci fosse per noi più alcuna speranza». Nei suoi scritti, il rabbino emerito di Roma ricordava poi con favore gli anni di Giovanni XXIII, e il Concilio Vaticano II che con l'approvazione della dichiarazione «Nostra aetate» dava una svolta definitiva ai rapporti tra le due religioni escludendo la responsabilità collettiva degli ebrei per la morte di Gesù, condannando ogni forma di antisemitismo. Poi il primo incontro con Giovanni Paolo II l'8 febbraio 1981 a Roma nella canonica delle chiesa di San Carlo ai Catinari, vicina al ghetto di Roma, che mise le basi per la storica visita del papa polacco che il 13 aprile 1986, con Toaff, varcò le porte della sinagoga di Roma. L'8 ottobre 2001 le dimissioni dalla carica di Rabbino Capo di Roma, con la carica assunta da Riccardo Di Segni. Tra le sue opere «Perfidi giudei, fratelli maggiori» (Mondadori, 1987); «Essere ebreo», intervista di Alain Elkann (Bompiani, 1994) Presentazione in Dal liceo ad Auschwitz - Lettere di Louise Jacobson (L'Arca Società Editrice dell'Unità, 1996); «Il Messia e gli ebrei» con Alain Elkann (Bompiani, 1998). Il 30 aprile prossimo Toaff avrebbe compiuto 100 anni.

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