Attualità

«La strage poteva accadere in qualsiasi altro posto»

Paola Saraceni, segretario generale del sindacato del pubblico impiego Cisal Fpc, parla dela tragedia di Milano

«Da venti anni giro per i palazzi di Giustizia per il sindacato e ho visto un peggioramento in termini di affollamento, carichi di lavoro e sicurezza per gli impiegati ma anche per fascicoli e documenti lasciati incustoditi, che a volte spariscono. In alcuni piani dei Tribunali le stanze sono vuote, nessuno controlla. Non abbiamo più i commessi e con il blocco delle assunzioni il personale è costretto a correre da un’udienza all’altra. Ultimamente mi sono proprio chiesta come mai non fosse successo niente, perché quello che è successo a Milano in questo momento poteva accadere ovunque». Sono le parole di Paola Saraceni, segretario generale del sindacato del pubblico impiego Cisal Fpc in merito alla strage avvenuta nel Tribunale di Milano. Le morti nel Palazzo di giustizia sono la cronaca di una morte annunciata? «Sono passati pochi mesi da quando abbiamo effettuato una serie di visite ispettive presso diversi uffici giudiziari del Paese, riscontrando e denunciando situazioni spesso drammatiche. Locali inadeguati per spazio, illuminazione, aerazione e affollamento di personale, migliaia di fascicoli buttati ovunque, sui pavimenti e nei sottoscala, nella più totale inosservanza della normativa sulla sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro. Abbiamo chiesto che la polizia penitenziaria sia impiegata nei Tribunali, perché serve e perché è in grado di farlo. Ma non spostandola da altri istituti, ma provvedendo ad assunzioni. Dopo Milano ho scritto una lettera indirizzata tra gli altri al presidente della Repubblica, a Matteo Renzi, al ministro della Giustizia per denunciare i problemi di sicurezza e non solo». Cosa intendete fare per essere ascoltati? «A seguito di quello che è successo a Milano, da ieri abbiamo indetto uno stato di agitazione di tutto il personale degli uffici giudiziari, riservandoci di decidere sulle future azioni».

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