Undici decessi sospetti, quattro inchieste aperte (due in Toscana, una in Sicilia e una nel Lazio) e la psicosi vaccino che dilaga in tutta Italia. Mentre si moltiplicano le morti di cui si indaga sulla possibile correlazione con le dosi «incriminate» di vaccino anti-influenzale Fluad, prodotto dalla Novartis e ritirato in 12 regioni, l’Agenzia del farmaco (Aifa) non esclude di sospendere la somministrazione anche di tutti gli altri lotti come già disposto dalla Regione Lazio nelle aziende sanitarie. Le ultime due vittime sospette, in ordine di tempo, sono morte nella Capitale: due anziani, una donna di 92 anni e un uomo di 77, entrambe decedute dopo aver assunto le dosi di vaccino. Ma l’allarme era scattato l’altro ieri: prima in Sicilia, a Siracusa, dove a perdere la vita erano stati due pazienti di 68 e 87 anni. Poi in Molise con il decesso di una donna di 79 anni di Termoli. Un altro caso in Puglia, a Martano, in provincia di Lecce, dove la vittima, una donna di 84 anni, era affetta dal morbo di Parkinson e diabetica. E ancora a Parma, un ultranovantenne, e infine a Como, un uomo di 80 anni. E mentre l’Agenzia del farmaco registra i nuovi casi di morte post-vaccinazione dà anche i primi risultati dei test che smentirebbero contaminazioni nei lotti incriminati, 142701 e 143301. «Dalle prime analisi effettuate - sottolinea l’Aifa - non ci sono evidenze di una contaminazione del prodotto». Ma non esclude altri possibili ritiri cautelativi e stila un primo bilancio dopo la pioggia di segnalazioni: «Al momenti i casi sono 11 su oltre 4 milioni di dosi autorizzate alla commercializzazione. Si tratta - ammette - di dosi che appartengono sia ai lotti oggetto del provvedimento di divieto di utilizzo, sia ad altri lotti. L’Agenzia sta acquisendo tutti gli elementi necessari per verificare caso per caso le segnalazioni pervenute. Al momento non è possibile affermare che vi sia una relazione diretta fra la somministrazione del vaccino e le morti riportate, in quanto sono necessarie informazioni più complete e deve essere condotta un’analisi accurata dei casi». In realtà per l’Aifa l’aumento repentino delle segnalazioni potrebbe essere stato causato dall’impatto mediatico. «Perché - ricorda l’Agenzia - le notifiche inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza vengono sempre esaminate con tempestività per verificare la completezza dei dati e di possibili elementi confondenti». Insomma dalla realtà dei fatti alla psicosi vaccino il passo sarebbe breve. Ne è convinto soprattutto il direttore dell’Agenzia, Luca Pani, che senza mezzi termini confessa: «L’avevo previsto, le segnalazioni aumenteranno». E punta il dito contro la grande attenzione mediatica sull’allarme. Dopo le morti sospette in Sicilia, Molise, Toscana e Puglia, è arrivato il caso di Como, in Lombardia, poi quello di Parma in Emilia e infine i due di Roma nel Lazio: in totale 11 decessi sospetti, anche se secondo i bene informati l’ultimo caso romano non rientrerebbe nel bilancio: perché il 77enne sarebbero deceduto per complicazioni gastrointestinali. «Ogni situazione va attentamente valutata - sottolinea Pani - per poter escludere o accertare un legame con i lotti già sotto osservazione». Invita alla cautela e a non lasciarsi prendere dal panico anche commissario straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità del Lazio, Walter Ricciardi. «Se ci fosse una campagna per fermare le vaccinazioni, non esiteremmo a definirla irresponsabile - dichiara - Martedì arriveranno i risultati tossicologici ed entro trenta giorni quelli definitivi all’Aifa». Per questo mentre dilaga la paura, si moltiplicano le segnalazioni di decessi in tutta Italia e il Ministero della Salute annuncia l’attivazione di un numero verde (1500), l’Agenzia del farmaco continua a ribadire l’importanza della vaccinazione: «Rappresenta la più valida ed efficace misura di prevenzione. I vaccini - spiegano -sono prodotti biologici sicuri poiché sono sottoposti ad una serie di controlli accurati che vengono effettuati sia durante la produzione e prima della loro immissione in commercio, sia dopo la loro commercializzazione».
Esplode l’incubo del vaccino killer
Dopo il ritiro del farmaco anti-influenzale salgono a undici le morti sospette. Boom di segnalazioni e inchieste. L’Aifa valuta di sospendere altri lotti
