Attualità

Emilia Romagna, spese pazze in Regione. Avvisi per 41 consiglieri

Coinvolti i gruppi di tutto l'arco politico. Contestati oltre due milioni di uscite per cene, viaggi e anche sex toys

L'Emilia Romagna, nel pantano politico-giudiziario del peculato trasversale tra le forze in campo, vede concretizzarsi le accuse ai gruppi politici sull'uso disinvolto di denaro pubblico nella disponibilità dei consiglieri, con 41 avvisi di fine indagine (a cui si aggiunge quello diretto alla segretaria di Matteo Riva del Gruppo misto). La fase degli accertamenti da parte della Procura di Bologna si è chiusa. E gli avvisi firmati dai pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi (vistati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini) arrivano a poco più di dieci giorni dal voto per la Regione. Raggiunti in primo luogo i capigruppo, a cui viene contestata una cifra maggiore rispetto a quella spesa singolarmente, perché, in base alla loro posizione di garanzia, la Procura ritiene che avrebbero dovuto impedire che i consiglieri del loro gruppo utilizzassero in modo illecito i pubblici denari. Nessuna forza politica dell'Assemblea legislativa regionale sembra esente dalla mangiatoia delineata dal disegno degli inquirenti. La Procura contesta oltre 2 milioni di euro di spese pazze. Le uscite ritenute dagli inquirenti non pertinenti all'attività dei gruppi consiliari, nel periodo compreso tra giugno 2010 e dicembre 2011, ammontano a circa 2 milioni e 87mila euro. Gli atti di chiusura delle indagini riguardano18 consiglieri del Pd, a cui vengono contestati complessivamente 940mila euro,11 consiglieri del Pdl, contestati 205mila euro, tre consiglieri della Lega Nord, contestati 135mila euro, due consiglieri dell'Idv, contestati 423mila euro, due consiglieri del Movimento 5 Stelle, contestati 98mila euro, un consigliere della Federazione della Sinistra, contestati 151mila euro, due consiglieri di Sel, contestati 77mila euro, un consigliere dell'Udc, contestati 31mila euro e un consigliere del Gruppo misto, contestati 27mila euro. Nell'elenco era presente anche Mauro Manfredini, capogruppo della Lega Nord, deceduto qualche settimana fa. Non solo pranzi, convegni e viaggi figurano nell'elenco di spese contestate. Tra gli acquisti più curiosi inseriti dai consiglieri a rimborso ci sarebbe anche quella per dei “sex toys”, che secondo indiscrezioni sarebbero stati acquistati da una donna. Per la Regione si vota il 23 novembre. Non è indagato l'ex presidente della giunta dell'Emilia Romagna, Vasco Errani. Per il candidato Pd alla presidenza della Regione, Stefano Bonaccini, la Procura aveva chiesto l'archiviazione e, sulla sua posizione, si attende la pronuncia del gip. Rimane indagato, invece, il deputato del Pd Matteo Richetti (la cui difesa aveva inoltrato ai pm un'istanza di archiviazione) per cui è stato notificato il fine indagini. Tutti i consiglieri che hanno ricevuto l'atto potranno comunque chiedere di essere sentiti in Procura nel caso di eventuali chiarimenti sulla loro posizione. L'attività di indagine è stata chiusa lo scorso venerdì pomeriggio ed il giorno successivo gli avvisi sono stati consegnati dalla Procura alla guardia di finanza per la successiva notifica.

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