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Il Dna riapre il giallo di Elena Ceste

È suo il cadavere ritrovato in un fosso vicino ad Asti, a 2 chilometri da casa La donna, casalinga e madre di quattro figli, era scomparsa nove mesi fa

La svolta arriva dal Dna. È di Elena Ceste, la casalinga e madre di quattro bambini, scomparsa il 24 gennaio 2014 dalla propria abitazione di Costigliole d’Asti, il corpo ritrovato da alcuni dipendenti comunali il 18 ottobre scorso ad Isola d’Asti, in località Chiappa, in un raggio di due chilometri dalla sua abitazione. I carabinieri del Comando provinciale piemontese hanno avuto i risultati degli esami del Dna condotti da un Istituto specializzato di Torino. Omicidio, incidente? I familiari della donna sono stati informati dai carabinieri. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato ritrovato in un fossato tra il fiume Tanaro e la ferrovia nella campagne astigiane durante la pulizia di un canale di scolo a meno di due chilometri dall’abitazione della donna. A marzo si erano aperte due piste. La prima è quella del ricatto amoroso, imboccata dagli investigatori perché ci sarebbe una foto che ritrae la donna abbracciata a un uomo che le tiene in pugno, così dice il marito. La seconda parte dalla segnalazione di un uomo che l’ha vista in tram a Torino. Ma per avere sviluppi decisivi si è dovuto attendere fino alla scoperta del cadavere nella campagne astigiane. Elena Ceste, 37enne sposata con un vigile del fuoco, era scomparsa di casa nove mesi fa, il 24 gennaio scorso. Il marito aveva raccontato che alle 8 del mattino di quel giorno la donna gli aveva chiesto di accompagnare i bambini a scuola perché lei si sentiva male. Gli ultimi a notarla sarebbero stati i vicini di casa che l’avrebbero osservata muoversi nel cortile dell’abitazione all’interno del cancello. Al rientro del marito, dopo circa un’ora, la donna era già scomparsa lasciando in casa il cellulare, gli occhiali da vista e la giacca che solitamente indossava per uscire. Purtroppo non si tratta di un caso isolato. Sono state non poche le donne più o meno giovani scomparse in circostanze misteriose e poi ritrovate cadaveri anche a distanza di anni: da Elisa Claps a Yara Gambirasio fino al recente caso della ex attrice hard Ginevra Hollander, alias Federica Giacomini, la cui scomparsa era stata denunciata a fine gennaio e il cui corpo è stato trovato nel giugno scorso all’interno di una cassa sul fondo del Lago di Garda. Resta un giallo la misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa, svanita dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, e mai più ritrovata. Il pm Aldo Mantovani della Procura di Pisa ha firmato l’avviso di conclusioni delle indagini per Antonio Logli, il marito, indagato per omicidio volontario e soppressione di cadavere. Sempre in Toscana il 4 novembre del 2013 è scomparsa Francesca Benetti, 55 anni, originaria di Cologno Monzese. Anche in questo caso non c’è ancora nessuna traccia della donna. Della sua scomparsa è accusato Antonino Bilella, 69 anni, custode della villa di Benetti a Gavorrano, in provincia di Grosseto. Il 69enne è accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della donna ma di lei nessuna traccia. Rimase per anni un mistero la scomparsa di Elisa Claps: la giovane svanì nel nulla nel 1993 ma i suoi resti vennero ritrovati solo nel 2010. E proprio oggi il sostituto procuratore generale della Cassazione, Paolo Canevelli, ha chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Danilo Restivo. Epilogo tragico anche per la piccola Yara Gambirasio. Il corpo della 13enne scomparsa il 26 novembre del 2010 venne ritrovato solo il 26 febbraio del 2011.

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