Guai giudiziari per l’ex giocatore del Milan Robinho. Il calciatore, che adesso è tornato in Brasile nella squadra Santos, è accusato di violenza sessuale di gruppo. Un reato che avrebbe compiuto insieme con altri amici. Vittima di questi presunti abusi sessuali, una giovane brasiliana di 18 anni. E gli episodi contestati al calciatore sarebbero avvenuti al termine di una serata che hanno passato in un ristorante a Milano. L’ex giocatore rossonero già sarebbe stato sentito dai pubblici ministeri milanesi alcune settimane fa, respingendo con fermezza le accuse che gli ha mosso la ragazza brasiliana. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto procuratore Alessia Miele, con la collaborazione degliagenti della Squadra mobile di Milano, è stata avviata in seguito alla denuncia della giovane che un anno fa aveva incontrato il giocatore. In quell’occasione era appunto in compagnia di altri amici e inizialmente anche di sua moglie (poi da lui riaccompagnata a casa), in un locale milanese. In base a quanto la giovane ha messo nero su bianco nell’esposto presentato a Milano molto tempo dopo la presunta violenza sessuale, la serata «incriminata» sarebbe terminata con lo stupro di gruppo. I magistrati milanesi hanno così messo a verbale la ricostruzione della ragazza e prima dell’estate scorsa hanno anche interrogato l’ex attaccante del Milan che non ha esitato a dare la sua ricostruzione dei fatti, respingendo le accuse della brasiliana. La magistratura, inoltre, nel corso delle indagini, aveva anche richiesto la misura cautelare del carcere al gip nei confronti di Robinho, nel frattempo passato dal Milan e tornato in Brasile. Il giudice per le indagini preliminari Alessandra Simion ha respinto la richiesta d’arresto. Il giudice nel negare l’arresto ha scritto nella sua decisione che non esistevano le esigenze cautelari per giustificare la misura restrittiva. E neanche il pericolo di reiterazione del reato, né quello di fuga: il calciatore si trovava infatti già all’estero per giocare nel Santos), né, soprattutto, quello di inquinamento delle prove. È passato, dunque, quasi un anno e mezzo tra il presunto stupro di gruppo del quale è accusato il calciatore e la richiesta di arresto. Rubinho, tra l’altro, nel 2009, quando era con la società calcistica Manchester City, era già finito in manette per un’altra presunta violenza sessuale. Un’accusa dalla quale, al termine delle indagini, era stato poi prosciolto. Il giocatore, in base a quanto è stato messo nero su bianco nel suo verbale davanti ai magistrati milanesi, è convinto che anche questo procedimento farà la stessa fine, finendo nei sotterranei del palazzo di Giustizia di Milano.
«Robinho violentò una 18enne»
Guai giudiziari per l’ex giocatore del Milan Robinho. Il calciatore, che adesso è tornato in Brasile nella squadra Santos, è accusato di violenza sessuale di gruppo. Un reato che avrebbe compiuto...
