Giovanni Legnini, è il nuovo vicepresidente del Csm. Lo ha eletto con 20 voti il plenum di Palazzo dei Marescialli, presieduto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tre sono state le schede bianche e un voto è andato a Giuseppe Fanfani (Pd). Una scheda è stata annullata: riportava il voto per Teresa Bene, poco prima dichiarata ineleggibile dal plenum. La Bene, che il Parlamento in seduta comune aveva indicato tra i componenti laici del Consiglio superiore della magistratura in quota Pd, molto vicina al ministro Orlando, è stata dichiarata ineleggibile. Il plenum di Palazzo dei Marescialli, all'unanimità, ha stabilito che non possiede i requisiti necessari per far parte dell'organo di autogoverno della magistratura, alla luce degli approfondimenti eseguiti dalla Commissione verifica titoli. Una decisione “errata, infondata e strumentale” con la quale “i miei diritti sono stati platealmente violati”, è stato il suo commento. “Spiace moltissimo constatare che questo avvenga in un organo di rilevanza costituzionale”. La Bene al momento del voto ha lasciato l'aula. Il presidente della Repubblica ha ricordato che alla figura del vicepresidente del Csm è stata affidata dai Costituenti una responsabilità "nella ragionevole previsione che il Capo dello Stato non avrebbe potuto abitualmente presenziare e presiedere le sedute del plenum". Giorgio Napolitano, appunto nella sua veste di presidente dell'organo di autogoverno dei magistrati, saluta il neo eletto vicepresidente Legnini e sottolinea che "ciò non diminuisce i miei doveri di Presidente ma l'ausilio che lei saprà prestarmi al pari dei suoi predecessori sarà per me decisivo in un rapporto di continua, stretta, collaborazione e fiducia". "Per parte mia - prosegue dunque Napolitano - assicuro che continuerò a seguire con scrupolosa attenzione l'attività del Consiglio, contribuendovi anche attraverso considerazioni critiche, quando ciò si renda necessario, per concorrere a un responsabile dibattito sull'amministrazione della giustizia". Nato a Roccamontepiano nel 1959, sposato, due figli, Legnini è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria e all'Attuazione del programma di Governo nell'Esecutivo guidato da Enrico Letta e sottosegretario all'Economia nel Governo Renzi, incarico che ha rivestito fino a qualche giorno fa. Eletto in quota Pd dalle Camere il 10 settembre scorso componente laico dell'organo di governo autonomo della magistratura, Legnini è avvocato cassazionista, docente di ruolo in aspettativa di discipline giuridiche ed economiche. Specializzato in diritto dell'impresa e della pubblica amministrazione, ha assunto incarichi di commissario liquidatore ed è stato consigliere di amministrazione di società. Il nuovo vicepresidente di Palazzo dei Marescialli è stato in passato sindaco di Roccamontepiano, incarico che ha rivestito dal 1990 al 2002. Come dirigente dei Democratici di Sinistra, ha fatto parte dei massimi organismi di direzione provinciale e regionale del partito ed è componente dell'Assemblea nazionale del Pd. Alle elezioni comunali a Chieti del 2005, è stato capolista della lista Ds, ricoprendo la carica di presidente del Consiglio comunale dal 2005 al 2008. Nel luglio 2004 è stato eletto al Senato, dove ha fatto parte della Commissione Bilancio e della Commissione parlamentare consultiva per l'attuazione della riforma amministrativa. E' stato anche membro della Commissione speciale per l'infanzia e i minori. Alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 è stato rieletto al Senato per la lista Ds in Abruzzo: è stato membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della Commissione contenziosa e del Comitato di revisione delle schede elettorali della Regione Toscana. Dal 6 giugno 2006 è stato vicepresidente della Commissione Bilancio e Programmazione Economica del Senato. Rieletto al Senato alle politiche del 2008, è stato membro della Quinta Commissione permanente (Bilancio), della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e del Consiglio di garanzia. È la prima volta nella storia repubblicana che un membro del Governo in carica viene eletto nell'organo di autogoverno della magistratura. “Sono consapevole della grande responsabilità che avete inteso attribuirmi con il vostro voto e mi accingo ad assumere l'incarico con il pensiero rivolto innanzitutto al servizio alto che tutti insieme dovremo rendere al Paese e al sistema giudiziario”, è stato il commento di Legnini, dopo la sua elezione. Il nuovo Csm deve "corrispondere alla grande aspettativa" dei cittadini "accettando la sfida delle riforme". Ora, ha esortato Napolitano,“bisogna mettersi subito al lavoro per recuperare il tempo perduto per l'elezione, che non è neanche completata, del nuovo Consiglio”. Il Parlamento, infatti, deve ancora dare il via libera all'elezione di un ultimo membro laico.
Csm, è Giovanni Legnini il nuovo vicepresidente
Eletto con 20 voti, era sottosegretario all'Economia del governo Renzi. Teresa Bene dichiarata ineleggibile: "Violati i miei diritti"
