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I Nas: «I biglietti dell’Atac sono tossici»

Sui ticket di bus e metro i carabinieri hanno trovato una sostanza nociva Da stabilire se è pericolosa per la salute pubblica. L’Atac: «No comment»

È accertato che i biglietti di bus e metro venduti a Roma dall’Atac contengono una sostanza tossica. Questo l’esito dei primi controlli svolti dal Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri, su delega della Procura. La seconda fase delle analisi tecniche affidate ai Nas dovrà stabilire in che percentuale questa sostanza è presente sui ticket del circuito Metrebus e se è nociva per la salute. Il 18 febbraio scorso, esattamente sette mesi fa, Il Tempo aveva svelato il rischio che i titoli di viaggio usati per circolare sui mezzi pubblici nella Capitale fossero nocivi, basandosi su una relazione tecnica-investigativa commissionata dall’Atac a un pool napoletano di esperti nell’ambito di un’inchiesta interna sulla clonazione dei biglietti. Nelle 400 pagine di questa relazione c’è un capitolo riservato alle procedure di stampa dei ticket su carta termica: «In considerazione dell’elevato maneggio dei titoli di viaggio Atac, per quanto al momento non obbligatorio, sarebbe opportuno evitare l’impiego di carta termica contenente bisfenolo A (Bpa)». Si tratta di una sostanza ritenuta tossica, se assunta in dosi superiori ai termini di tolleranza giornaliera indicata dalla legge europea. Si trasferisce per contatto e, di conseguenza, potrebbe avere effetti dannosi sulla salute di chi maneggia i ticket del trasporto pubblico locale, in primis: i rivenditori delle biglietterie, edicolanti e tabaccai. «Numerosi studi, ricerche e sperimentazioni - prosegue il report dei consulenti tecnici - hanno dimostrato l’effetto particolarmente nocivo di Bpa nei riguardi del sistema endocrino, in particolare l’apparato genitale maschile e specialmente nei bambini e neonati». Secondo l’Arpa dell’Emilia Romagna «non esistono dosi-soglia al di sotto delle quali l’esposizione si possa ritenere sicura». I sindacati Cisl e Uil della categoria dei giornalai e tabaccai hanno diramato lo scorso 28 febbraio una circolare con i «consigli per evitare eventuali ulteriori danni alla salute, in attesa che venga confermata l’attuale pericolosità del quantitativo di Bisfenolo A contenuto nei biglietti Atac». «Vi invitiamo - era spiegato nella circolare - a usare, quale mera precauzione, guanti di cotone o in lattice, evitando di toccarsi il viso o gli occhi durante o dopo l’uso dei guanti stessi. Poiché l’eventuale assunzione e contagio avviene attraverso la pelle». La Procura di Roma ha subito aperto un fascicolo, per il momento senza ipotesi di reato, delegando ai Nas le verifiche sull’eventuale nocività dei biglietti. Dall’esito degli accertamenti preliminari è emersa, appunto, la presenza di una sostanza tossica nella carta su cui vengono stampati. Nel frattempo proseguono le indagini sulle falle nel sistema di bigliettazione, all’origine della clonazione dei titoli di viaggio, i cui introiti - è l’ipotesi al vaglio dei magistrati - non sono rientrati nelle casse della municipalizzata. Inchiesta che vede indagati per peculato e riciclaggio, tra gli altri, l’ex direttore generale dell’Atac Antonio Cassano e l’ex amministratore delegato Gioacchino Gabbuti. Il pm Laura Condemi ha chiesto alla Finanza (che ha la delega sul primo filone d’indagine e in quest’ambito ha già effettuato perquisizioni nel quartiere generale di Atac) di coordinarsi con i Nas. L’obiettivo è capire se i biglietti possano risultare effettivamente nocivi alla salute. L’Atac, comunque, a febbraio affermò che i biglietti non contengono bisfenolo A.

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