In Libia intervenga l’Onu. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è netto nel chiedere, al termine dell’incontro del Cairo con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, l’intervento delle Nazioni Unite per risolvere la crisi libica. «L’Italia avverte il rischio dell’instabilità» in Libia e concorda con l’Egitto sulla necessità di una ferma lotta «contro il terrorismo - spiega Renzi - L’Onu mandi subito il suo inviato speciale in Libia. L’Italia porrà anche la questione alla Nato al prossimo vertice del 4-5 settembre». Per il presidente del Consiglio «serve un intervento forte e spero che le ultime elezioni possano contribuire a dare stabilità». Una tesa condivisa con Al Sisi. Renzi glissa sulle responsabilità della Nato nell’abbandono precoce della Libia, mentre il presidente egiziano parla di una «responsabilità morale» della comunità internazionale per quanto sta accadendo in Libia. Di certo una soluzione va trovata e in fretta. Anche perché - ricorda Renzi - «il 96% dell’immigrazione clandestina arriva dalla Libia. La soluzione del problema passa per una soluzione della questione libica». Ma a preoccupare la comunità internazionale è anche la crisi di Gaza con l’offensiva israeliana nella Striscia. I morti sinora sono stati oltre 1.300. «L’Italia appoggia la proposta egiziana per Gaza. È l’unica possibilità per uscire dalla crisi», è il punto di vista del premier italiano, che ribadisce: il nostro Paese chiede l’immediata liberazione del soldato israeliano rapito da Hamas. Secondo Renzi, per risolvere la crisi di Gaza la leadership egiziana «è cruciale». Mentre Renzi è al Cairo, le diplomazie internazionali sono al lavoro per fermare le emorragie di sangue nella Striscia. «Se non c’è un ruolo forte dell’Egitto non c’è spazio per la discussione - spiega il premier - Noi abbiamo non soltanto il piacere e l’amicizia di una storica collaborazione tra i due Paesi ma abbiamo un destino comune. Per questo la mia presenza qui è di chi riconosce alla leadership egiziana un ruolo cruciale per la stabilità dell’area e il futuro delle nuove generazioni». Al-Sisi che proprio una settimana fa aveva invitato Renzi in Egitto come premier italiano ma anche come leader Ue, ribadisce che la proposta del Paese per Gaza «è l’unica in grado di porre fine all’emorragia di sangue palestinese». «Il tempo - spiega - è un fattore determinante in questo momento. Bisogna lavorare velocemente per il cessate il fuoco. Perdere tempo vuol dire avere più complicazioni». Il presidente egiziano sottolinea «l’identità di vedute» con Renzi e afferma che «il suo ruolo Ue non può che rafforzare le nostre relazioni». Renzi dal canto suo invita a Roma al-Sisi «per la prima volta in veste di capo dello Stato perché credo che è lunga la battaglia da fare in Egitto». Ma, aggiunge, «sono convinto che Italia e Egitto lavoreranno insieme».
Renzi si sveglia: l’Onu intervenga in Libia
Il presidente del Consiglio al Cairo incontra il presidente egiziano al-Sisi: «La proposta egiziana per Gaza è l’unica possibile e l’Italia la appoggia»
