L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) inizia il suo lavoro sull'Expo. Il presidente Raffaele Cantone, dopo l'approvazione del decreto che ha concesso all'Autorità nuovi poteri di vigilanza, ha istituito un'unità operativa speciale sui lavori per l'Esposizione di Milano. Il piano prevede attività specifiche di “controllo e di vigilanza sulla correttezza e trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione delle opere del grande evento”, si legge nella delibera dell'Autorità. “Chiederò di inserire nell'assegnazione degli appalti la norma della legge Severino”, che prevede la revoca dell'appalto in condizione di gravi violazioni, ha dichiarato Cantone. Il presidente dell'anticorruzione ha poi annunciato la richiesta di una consulenza agli organismi internazionali che si occupano di corruzione. La linea è quella della prevenzione, attraverso gli strumenti di controllo messi a disposizione dell'Autorità. Perché, per assicurarsi che la realizzazione dei lavori per l'Expo si svolga in maniera pulita, affidarsi alle indagini penali non basta: “Se tizio o caio hanno pagato per un appalto - ha aggiunto Cantone - lo sapremo nel 2019, se va bene”. Il problema, in effetti, è ancora quello della poca trasparenza. Gli appalti sono “poco chiari", ha detto il magistrato anticorruzione, con un livello di trasparenza "poco comprensibile". C'è stata una certa "opacità" nella gestione dei contratti. Cantone ha spiegato che l'Anac, a prescindere dal decreto sui nuovi poteri, aveva già avviato un “esame sui contratti e aveva chiesto spiegazioni a Expo Spa. Molti di questi appalti erano poco chiari, in molti casi non si capivano davvero la procedura di assegnazione”. Il presidente dell'Anac ha sottolineato che ora saranno fatti esami che serviranno "per dare indicazioni alla società". Per il magistrato ora si tratta di fare "un salto di qualita'" sul fronte della trasparenza: un elemento che, secondo Cantone, "può far recuperare anche da un punto di vista di immagine internazionale facendo venire meno gli aspetti di opacità che finora si sono verificati". Altro pericolo, su cui sarà massima l'attenzione, è quello delle infiltrazioni mafiose: “La Lombardia si è scoperto che non è mafia-free”. La linea, per la nuova unità operativa sull'Expo, sarà quella di “assicurare il massimo livello di legalità con il minimo livello d'intralcio. Gli uffici del nuovo nucleo di controllo saranno ospitati nella Prefettura di Milano e vedranno al lavoro “tecnici giuristi, che provengono dall'Anac” e che quindi “lavoreranno a tempo parziale, per coadiuvare i controlli dell'ufficio preposto, formato da 3 sottufficiali della Guardia di Finanza, coordinati da un ufficiale sempre della Gdf”. I controlli, assicura Cantone, saranno “preventivi, snelli e non impediranno l'attività della società Expo. Siamo partiti con un numero ristretto per capire, sul campo, quale supporto ci serve, evitando spese inutili”. Partiranno la prossima settimana. Se necessario si provvederà al commissariamento di alcuni appalti. Ma la novità più rilevante e, al tempo stesso, più pericolosa per i corrotti, secondo Cantone, è la “trasmissione all'Anac di tutte le varianti adottate dalle stazioni appaltanti”. Si tratta di “quantità numeriche che potrebbero impedire i controlli, ma è regola generale preventiva far capire che c'è attenzione”. Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015, ha dichiarato: “L'arrivo di Cantone e dei suoi poteri ci mette finalmente in condizione di agire con più rapidità. Dalla prossima settimana si comincerà a lavorare e cominceremo ad avere incontri operativi”. Del rapporto con Sala, Cantone ha detto: “Ci coordineremo per rendere efficaci i controlli di tutti gli atti in materia di appalti. A Sala la settimana prossima farò una proposta per la massima trasparenza e per elevare al massimo livello la legalità”. In particolare chiedendogli di pubblicare “sul sito dell'ente, tutto quello che riguarda gli appalti di Expo”.
Expo 2015, al via l'unità anticorruzione
Controlli e possibili commissariamenti. Cantone: "Finora poca trasparenza"
