Un solo colpo di pistola ha colpito Ciro Esposito. E' il risultato dell'autopsia svolta all'obitorio del Verano a Roma sul corpo del tifoso ferito negli scontri di Coppa Italia lo scorso 3 maggio e deceduto 50 giorni dopo all'ospedale Gemelli. Quando il proiettile è stato sparato ad altezza d'uomo, sia lui, sia la persona che impugnava la pistola erano in posizione eretta. Il consulente nominato dai pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio ha accertato, in sede autoptica, che quando è partito il colpo, Ciro Esposito e lo sparatore erano in posizione eretta. Il proiettile, che ha perforato un polmone e si è fermato alla spina dorsale, è stato estratto dal corpo del tifoso napoletano e ora sarà sottoposto ad analisi balistica per capire se sia partito proprio dalla pistola Benelli sequestrata dalla polizia, dopo averla ritrovata al Ciak Village, e attribuita dalla procura all'ex ultrà giallorosso Daniele De Santis, indagato per omicidio volontario. Quanto accertato dal medico legale sarebbe compatibile con il racconto che Ciro fece ai suoi familiari più stretti (e riferito ieri alla Digos) e cioè che prima di essere raggiunto dal colpo d'arma da fuoco si era avventato contro De Santis, buttandolo a terra. De Santis, però, una volta rialzatosi, avrebbe reagito puntando l'arma verso Ciro che gli stava di fronte a poca distanza. Domani i funerali a Scampia. Il feretro di Ciro Esposito ha lasciato la Capitale alla volta di Scampia. Prima, però, il saluto di Scampia, dove nell'auditorium del quartiere è stata allestita una camera ardente. Le esequie sono in programma nel pomeriggio e a Napoli sono già arrivati alcuni degli ultrà che si sono dati appuntamento per rendere omaggio al giovane. I primi, una decina, sono stati quelli del Catania, tifoseria "gemellata" con la napoletana. Proseguono le indagini. Continua intanto il lavoro della Digos per ricostruire quanto accaduto il 3 maggio scorso e secondo quanto riferito dalle persone che ora vengono ascoltate, proprio lo stesso Ciro Esposito raccontando lo scontro avuto con Daniele De Santis avrebbe riferito che l'ultrà romanista era finito a terra e che dopo essersi rialzato sparò. Nel corso dell' autopsia è stato estratto anche il proiettile che aveva provocato le gravissime lesioni al tifoso partenopeo. Il proiettile sarà ora sottoposto ad accertamenti per aver la conferma che fu sparato con la pistola usata durante gli scontri avvenuti a Tor di Quinto. Un audio inchioderebbe De Santis. Mentre si consuma l'epilogo della triste vicenda del tifoso del Napoli, si aggrava la posizione di Daniele De Santis, l'ultras giallorosso accusato di aver sparato il colpo che ha ucciso Ciro. Antonella Leardi, la madre del trentenne partenopeo, ha dichiarato di essere stata presente quando il figlio avrebbe riconosciuto in "Gastone" - così viene chiamato De Santis - il suo assassino vedendo la foto di un giornale. Riconoscimento di cui esisterebbe addirittura un audio: "È stata registrata il 25 maggio l'audiotestimonianza di Ciro Esposito. La sua voce si sente bene", ha dichiarato la criminologa e consulente di parte della famiglia Esposito, Angela Tibullo. Già in mattinata Damiano De Rosa, un altro degli avvocati degli Esposito, aveva annunciato la consegna agli inquirenti del file audio, registrato con un telefonino al "Gemelli", in cui Ciro riconoscerebbe Daniele De Santis come il suo aggressore: "Abbiamo avuto la possibilità di mostrargli una foto segnaletica recente estratta dal fascicolo delle indagini e Ciro ha avuto la possibilità di riconoscere De Santis", aveva spiegato De Rosa ammettendo che si tratta di "un audio approssimativo, raccolto con mezzi di fortuna e di nascosto. La registrazione comunque e' abbastanza chiara e si percepisce la voce di Ciro".
Ciro ucciso da un colpo esploso ad altezza uomo
L'autopsia: quando è partito il proiettile Esposito e lo sparatore erano in posizione eretta. Un audio inchioderebbe De Santis. Domani i funerali a Scampia LEGGI ANCHE «Adesso ogni romanista dovrà tremare di paura»
