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Yara, malore in carcere per Bossetti

Il presunto assassino è stato colpito da una forte tachicardia da stress. Il parroco di Brembate: "Spero non sia stato lui a ucciderla"

È la prima domenica dopo il fermo di Massimo Giuseppe Bossetti. A Brembate il parroco celebra la messa in ricordo di Yara Gambirasio. “Spero che non sia stato lui ad averla uccisa”, dice Don Corinno Scotti, rivolgendosi alla comunità dei fedeli ripiombata nell'incubo dei fatti del novembre 2010 da quando “Ignoto 1” ha un nome. Quello di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore che andava tutte le domeniche a messa, indicato dalla prova del Dna come il presunto assassino di Yara. “Lasciate che vi dica - ha spiegato don Corinno - io spero solo che non sia quell'uomo lì, che non sia lui perché è un papà”. Bossetti, che continua a proclamarsi innocente, in carcere ha accusato un malore ieri mattina. Ha avuto una forte tachicardia. Lo stress di questi giorni si è fatto sentire. È stato sottoposto ad una serie di accertamenti medici. Assistito dal personale del carcere, ora sta bene e non è stato necessario il trasferimento in ospedale.

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