Avrebbe tenuto un comportamento irrispettoso e violento nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria del carcere Pagliarelli di Agrigento in seguito alla solidarietà, in mondovisione, espressa dal capo ultras del Napoli Gennaro Esposito, aka Genny ‘a carogna. Con queste motivazioni Antonino Speziale, il giovane condannato in via definitiva per l’omicidio dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, è stato trasferito dalla casa circondariale agrigentina a quella di Palermo dove adesso è recluso in regime di 14 bis. Continua a produrre effetti l’esposizione della maglia «Speziale libero» che il capo ultrà del Napoli indossò in occasione della finale di Coppa Italia tra la squadra partenopea e la Fiorentina. Secondo quanto emerso infatti, dopo avere visto le immagini che hanno immortalato l’ultrà sui gradoni dell’Olimpico, Speziale - che di quella maglia era il destinatario finale - avrebbe tenuto un comportamento fatto di insulti e di atteggiamenti sprezzanti verso le guardie carcerarie. Comportamento che ha portato i funzionari del Dap a punire il detenuto con il trasferimento e con un regime carcerario più duro. Il 14 bis prevede una serie di restrizioni in più rispetto al normale regime carcerario. Antonino Speziale era stato ritenuto colpevole dell’uccisione di Raciti in seguito ai violentissimi scontri che si erano verificati tra gli pseudotifosi del Catania e quelli del Palermo in occasione di un derby del 2007. Scontri durissimi che finirono per estendersi alle forze di polizia che curavano il servizio d’ordine nei dintorni dello stadio Massimino e che, dopo una vera e propria battaglia costarono la vita al povero Raciti, morto in seguito ad un’aggressione, scrissero i giudici, che Speziale portò a termine aiutandosi con un pezzo del mobilio dei bagni dello stadio. Fortemente contrario alla decisione presa dal Dap, il legale di Speziale, l’avvocato Giuseppe Lipera che ha annunciato proteste: «Scriverò presto al ministro della Giustizia - ha dichiarato l’avvocato - per protestare contro questo provvedimento ingiusto e prevaricatore e presenterò ricorso alla Corte d'appello di Palermo. Antonino Speziale ha sempre avuto un comportamento rispettoso nei confronti delle forze dell'ordine». E così, a distanza di poco più di un mese da quel tragico 3 maggio in cui, in seguito all’aggressione di un gruppo di tifosi della Roma capeggiati da Daniele «Gastone» De Santis, rimasero feriti da colpi d’arma da fuoco tre supporters del Napoli sul vialone che collega il parcheggio di Saxa Rubra allo stadio Olimpico, la sceneggiata di Genny ‘a carogna continua a produrre effetti. Se da una parte il capo ultrà degli azzurri è stato iscritto nel registro degli indagati proprio per la maglietta indossata durante la trattativa tra i tifosi del Napoli e le forze di polizia che si occupavano del servizio d’ordine all’Olimpico, dall’altra, in seguito alle rumorose proteste del presidente della Camera Laura Boldrini, il padre del tifoso condannato in via definitiva a otto anni di reclusione ha presentato una querela nei confronti della terza carica dello Stato nella quale scriveva amareggiato: «Nutro un sincero profondo riguardo per la memoria dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti - scrive ancora Speziale - rispettabile e valoroso servitore dello Stato, ma ritengo fermamente che l’espressione «Speziale Libero» non costituisce certo un’antinomia alla frase «Ispettore Filippo Raciti Eroe Nazionale»: per questa ragione additare mio figlio come un assassino, o piuttosto come un violento, non posso e non riesco accettarlo, specie se l’anzidetta tremenda considerazione viene avvalorata da chi, proprio per il ruolo che svolge, dovrebbe necessariamente evitare inutili polemiche, frutto di un’interpretazione della realtà assolutamente distorta e approssimativa». -
Sbeffeggia la polizia Speziale trasferito
L’avvocato: nessun oltraggio alla memoria di Raciti
