I come Iovine, I come Impunità. Quella garantita al sanguinario boss dei casalesi Antonio Iovine, che da qualche tempo sta collaborando con la giustizia, da una rete di connivenze all’interno del Tribunale di Napoli, una «cricca» specializzata nell’aggiustare i processi. Lo si apprende da un interrogatorio depositato dai pm della Dda. Secondo «’o ninno», sarebbe esistita una vera e propria «struttura che girava per il tribunale di Napoli» che si occupava di «accomodare» i processi di camorra. Dichiarazioni in seguito alle quali la procura di Roma, competente sui colleghi di Napoli, ha subito aperto un’inchiesta per corruzione. In un interrogatorio il pentito ha sostenuto di aver saputo dall’avvocato Michele Santonastaso, suo difensore storico e oggi imputato di collusioni con la camorra, «che c’era la possibilità di ottenere una sentenza di assoluzione - in un processo d'appello per un duplice omicidio n.d.r. - e per questo occorrevano 250 mila euro per comprare, per corrompere i giudici». «In alcune occasioni l’avvocato Michele Santonastaso - ha affermato Iovine - mi ha chiesto dei soldi per farmi avere delle assoluzioni». Il collaboratore si sofferma dapprima sul processo per l’omicidio di Nicola Griffo, vittima di lupara bianca. Santonastaso, a suo dire, gli avrebbe consigliato un penalista «che aveva un buon rapporto» con il presidente della Corte di assise Appello. «Il discorso fu molto chiaro, mi consigliò la nomina facendo riferimento chiaramente alla sua amicizia con il presidente della Corte». Il pentito nei verbali fa i nomi del giudice e dell’avvocato che sarebbero stati coinvolti nella vicenda, ora all’attenzione dei pm della procura di Roma. Santonastaso avrebbe fatto sapere a Iovine che l’avvocato voleva 200 milioni di lire necessari per fargli ottenere l’assoluzione. «Io accettai, fui assolto e pagai i 200 milioni in due rate di 100 milioni ciascuno. Santonastaso non mi ha mai spiegato nel dettaglio quale strada fu percorsa per ottenere l’assoluzione ma era chiaro che essa era stata ottenuta con metodi illeciti. Iovine si sofferma poi su un duplice omicidio, per il quale fu assolto. Si tratta dell’uccisione di Ubaldo e Antonio Scamperti, nel 1985. «Santonastaso - spiega Iovine - mi chiedeva la disponibilità a dargli 200 mila euro. Io diedi il via libera ed effettivamente fui assolto. Pagai i 200 mila euro a Santonastaso in due rate da 100 mila a distanza di una settimana l’una dall’altra».
«Ho comprato giudici con 250mila euro»
Il capo del clan dei casalesi: c’era una struttura ad hoc all’interno del tribunale di Napoli
