Attualità

Un caso mediatico da prima serata

Quello di Yara Gambirasio è un caso giudiziario, ma anche un evento mediatico al quale sono stati dedicati, in questi anni, articoli giornalistici e trasmissioni televisive, da quel 26 novembre 2010, nel quale Yara Gambirasio, 13 anni, scompave a Brembate di Sopra, alle porte di Bergamo. Ora questo mistero sembra vicino alla sua soluzione e i media fanno a gara per spiegare al pubblico la conclusione. La morte di Yara e l’ arresto di un uomo di 44 anni, sposato e padre di tre figli, dopo 3 anni e mezzo dall' omicidio, tutti i particolari e i risvolti di un giallo che sembrava senza soluzioni nella puntata di «Chi l’ha visto?», in onda questa sera alle 21,05 su Rai3. Ma non solo. Potrebbero essere in una cassa rimasta in fondo al lago i resti di Federica Giacomini, alias Ginevra Hollander, la sexystar scomparsa a febbraio scorso. Alla fine delle operazioni di recupero dal lago di Garda, forse la verità sulla sorte della 44enne di Desenzano. Inoltre il programma si occuperà del caso di Mario Biondo: interrogata venerdì dagli inquirenti italiani a Madrid Raquel Sanchez Silva, la conduttrice televisiva spagnola vedova del cameraman palermitano trovato senza vita nel suo appartamento. Sono stati interrogati anche la donna delle pulizie ed i vicini di casa della coppia. La perizia italiana sul corpo dell'uomo, depositata, confermerebbe i risultati di quella spagnola. Infine la trasmissione si occuperà del caso Orlandi: il pentito Vincenzo Calcara chiede di parlare con Papa Francesco per rivelare segreti importanti riguardanti anche la scomparsa di Emanuela. Ma il caso centrale è quello di Yara: tra il dna di Massimo Bossetti e quello ritrovato sugli slip della Gambirasio vi è «sostanziale e assoluta certezza di compatibilità». Questo scrive il pm Letizia Ruggeri nel provvedimento di fermo a carico del muratore di Mapello accusato dell'omicidio della giovane. «Gli accertamenti da svolgere hanno tempi sicuramente più lunghi» di quelli auspicati dalla stampa. È quanto ha tenuto a chiarire il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, nel corso di un incontro coi giornalisti sul fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. «I casi vengono chiusi quando c'è sentenza definitiva», ha risposto Finolli, incalzato dai cronisti. «Dobbiamo svolgere una serie di accertamenti - ha proseguito - dobbiamo attualizzare la presenza della persona a quattro anni fa». Intanto il colonnello dei carabinieri di Bergamo, Antonio Bandiera: un «successo dell'Italia come sistema Paese, una risposta importante» «non abbiamo mai abbassato la guardia. Siamo orgogliosi di quanto fatto».

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