Giorgio Orsoni non si dimetterà dall'incarico di sindaco di Venezia. Stamattina il provvedimento di revoca di arresti domiciliari ha rimesso in libertà il primo cittadino della città lagunare travolto dall'inchiesta sul Mose e indagato per finanziamento illecito. "Credo che questo provvedimento di revoca di arresti domiciliari si commenti da solo dopo una settimana e il chiarimento avvenuto lunedì con il pm - dice Orsoni in un'affollata conferenza stampa - Devo dire che era un pezzo che chiedevo alla Procura di consentirmi di dare elementi di chiarezza sulle vicende. Ho chiarito, credo nel modo più inconfutabile, che nessun coinvolgimento mio diretto come prospettato dal provvedimento è mai avvenuto". Orsoni ha concordato, attraverso i suoi legali, con i pm dell'inchiesta sul Mose un patteggiamento a quattro mesi. Sulla congruità del patteggiamento dovrà esprimersi il gup. "Ho gestito la città "nel modo migliore possibile - sottolinea - Mi sono contrapposto a chi voleva sfruttarla in modo non corretto e opponendomi a tutti i concessionari che in città operavano e continuano ad operare". "Ho sempre ritenuto che il modello della concessione sia difficile da utilizzare, che solo uno Stato forte e ben organizzato può usare e che forse il nostro Stato non è in grado di gestire. "MAZZACURATI E' UN MILLANTATORE" Orsoni spiega la sua posizione nell'ambito dell'inchiesta del Mose, a chi gli chiede un commento sul dominus del Consorzio Venezia Nuova. "Mazzacurati - dice - è un millantatore. I filoni di accusa sono di due tipi - dice Orsoni - che avrei percepito dal mio mandatario elettorale somme illecitamente procurate, cosa che non ho mai sospettato così come per versamenti fatti sul conto del mio mandatario. Non ho mai pensato che quei finanziamenti - sottolinea - fossero men che leciti: venivano da imprese che fanno capo al consorzio Venezia Nuova ma io non so come si procurassero quei fondi. Non era una cosa che potevo sapere, devo dire che ho saputo solo al termine della campagna elettorale, chi aveva contribuito e chi no. La mia campagna elettorale è stata gestita da partiti che mi hanno sostenuto. È evidente che il maggiore organizzatore campagna è stato il Pd e poi altri partiti. Con esponenti del Pd ho più volte interloquito. Non ho mai saputo - spiega - come le iniziative elettorali venissero pagate. Questo ho detto ai giudici consapevole di avere gestito la città nel modo migliore possibile, mi sono opposto a chi voleva sfruttare la città".
Mose, Orsoni torna in libertà: "Resto sindaco"
Il sindaco di Venezia concorda il patteggiamento a 4 mesi, revocati i domiciliari. Sulla congruità si esprimerà il Gup. Ai pm confessa: "Ho preso soldi per il Pd"
