Fax in francese anticipati a voce, appuntamenti da prendere per trattare di persona l’affare, sms di conferma: sono questi alcuni dei punti nodali che formano i vertici di questo strano triangolo che lega tra loro l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, la femme fatale Chiara Rizzo e il faccendiere calabrese con potenti entrature nell’alta nomenclatura libanese, Vincenzo Speziali. Un triangolo messo in piedi a un unico scopo, quello di favorire il trasferimento del latitante Amedeo Matacena (condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa) dalla latitanza dorata degli Emirati Arabi a quella, blindata, nel Libano dell’ex presidente Amin Gemayel. Promotore di questo affare «che va chiuso entro febbraio massimo marzo perché poi nessuno ci da retta, più che altro perché poi sono impegnati in altre vicende» sembrerebbe essere proprio il politico di Forza Italia che, come avrebbe confermato la Rizzo durante l’interrogatorio ai magistrati Giuseppe Lombardo e Francesco Curcio, si sarebbe speso in prima persona e di sua spontanea volontà per la buona riuscita del trasferimento, lasciando alla moglie di Matacena (che quindi avrebbe dovuto essere maggiormente interessata a tutta la vicenda) un ruolo quasi marginale, tanto da farle chiedere ulteriori spiegazioni per un sms dai toni criptici inviato da Scajola stesso per tranquillizzare la donna sull’esito positivo del trasferimento. Una storia ingarbugliata che i magistrati reggini stanno tentando di sbrogliare passo dopo passo - nelle ultime settimane i due pm hanno firmato altre deleghe di indagini alla direzione investigativa antimafia che conduce l’inchiesta sul campo - e su cui sembra fare chiarezza una delle tante telefonate intercettate dagli inquirenti tra Scajola e Speziali. A pochi giorni di distanza dal fax che la segretaria dell’ex ministro lesse al telefono, in un francese stentato, a Scajola (fax che gli inquirenti sospettano arrivare dall’entourage dell’ex presidente libanese Gemayel e che tranquillizzava un preoccupatissimo Scajola), gli investigatori della Dia hanno infatti intercettato una telefonata tra l’utenza libanese di Speziali e Scajola, che sembra cristallizzare i fatti. «Io parto oggi pomeriggio, oggi dovrebbero giurare - dice al telefono il figlio dell’ex senatore Pdl, Speziali parlando con il politico di Imperia - Ci vediamo io e te martedì... da adesso si può iniziare ... dal momento in cui giurano posso iniziare tranquillamente». Nel paese dei Cedri infatti il nuovo Governo si appresta a ricevere la fiducia dalla Camere, fattore questo che consentirebbe a Matacena di trovare le condizioni adatte al suo trasferimento verso un paese che non riconosce il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Scajola sa che i tempi sono stretti e, ricevuta la notizia da Speziali sullo scoglio che sta per essere superato, si affretta a tranquillizzarlo sui suoi movimenti in Italia con i legali dell’amico Matacena: «Ho fatto già predisporre dai suoi avvocati... una richiesta motivata di asilo» (richiesta che sembrerebbe ricalcare il "pizzino” rinvenuto dalle forze dell’ordine nell’archivio ligure di Scajola e nel quale, su carta intestata della Camera dei Deputati, c’era scritto a mano di «evidenziare la condanna di reato associativo per mafia inesistente nel codice libanese», di evidenziare «la persecuzione di carattere giudiziario per finalità politiche» e di avanzare «supplica di asilo per fini umanitari e di carattere medico»). Tutto sembrerebbe proseguire su un binario ben saldo quindi tanto che Speziali, ormai certo della buona riuscita del piano, rassicura ancora l’amico forzista: «Stai tranquillo, dico questo ... gli ho detto proprio che è una cosa che, peraltro, è un amico mio e tuo ... insomma, l'ho preparata bene!! Non è che non l’ho preparata, l’ho fatta nei minimi dettagli!! perché adesso ... si. quindi, ecco perché ... io prima non avevo l’interlocutore. Ho fatto una cosa più difficile, quella per Sergio, figurati questa!». Tutto fila come previsto, tanto che Scajola, chiuso il telefono con l’amico Speziali, quasi immediatamente spedisce una serie di sms a Chiara Rizzo: sms che dovrebbero tranquillizzare la donna che però, sembra pensare ad altro tanto da esserre costretta a chiedere maggiori spiegazioni a Scajola a cui non resta altro da fare che scriverle, mettendo da parte la consueta discrezione «Che laggiù si parte».
Scajola e "l’asilo politico" a Beirut
In una conversazione intercettata l’ex Ministro parla con Speziali. "Gli avvocati pronti a preparare la richiesta" per Amedeo Matacena
