Sulle strade di Roma si muore in media ogni due giorni. È quanto emerge dai dati dei vigili urbani nel periodo compreso tra il primo settembre 2013 e il 24 maggio 2014. In otto mesi le pattuglie dei diciannove gruppi municipali, del Gpit, del Gssu, dello Spe e della Procura hanno rilevato novantasette incidenti con altrettante vittime. Se si considera che non si tiene conto del Grande raccordo anulare e delle autostrade, di competenza della polizia stradale, il dato colpisce ancora di più. Maglia nera degli incidenti mortali, c’era da aspettarselo, spetta ancora una volta alla Cristoforo Colombo. L’arteria che collega il centro con il mare di Roma, ha spezzato la vita di cinque persone. Seguono la via Prenestina e la Casilina con tre morti, e la Tuscolana, la Nomentana e la Collatina con due incidenti mortali ognuna nell’arco degli otto mesi. «La mattanza sulle strade della Capitale è innegabile e sotto gli occhi di tutti – commenta Stefano Giannini, segretario Sulpl – ed i motivi sono molteplici. Naturalmente le strade nelle quali si verificano più incidenti, mortali e non, sono quelle più trafficate. La Colombo, la Prenestina, la Tuscolana sono arterie fondamentali della Capitale e ogni giorno sono percorse da quanti vanno e vengono dal lavoro. Tuttavia l’anno scorso, nello stesso periodo compreso tra settembre e maggio, i morti a Roma furono centonove: dodici in più rispetto a quest’anno. Da cosa dipende? Dall’irrigidimento delle norme sulla guida sotto l’effetto di alcol e droga in primo luogo, ma anche dalla crisi che ha ridotto non poco il traffico veicolare. La raccomandazione è sempre di moderare la velocità – sottolinea Giannini - Specie sulla corsia centrale della Cristoforo Colombo un tutor potrebbe fungere come deterrente e scongiurare gravi incidenti, così come avvenuto con successo sulle autostrade». Proprio sulla Colombo, l’altro pomeriggio, l’ultimo incidente costato la vita a Federico Di Iullo, il 39enne romano volato dal suo motorino dopo lo scontro con un furgone ed una Daewoo Matiz all’altezza di piazzale dell’Agricoltura. Nulla a che vedere con la velocità, ma imputabile piuttosto alla scarsa manutenzione delle arterie e degli alberi ai margini della carreggiata, l’incidente in cui perse la vita Gianni Danieli, il fisioterapista schiacciato dalla caduta di un pino all’altezza dello svincolo con via di Malafede, mentre era in sella alla sua moto. Forse la distrazione, o forse proprio l’alta velocità sono stati probabilmente la causa degli ultimi incidenti sulla Prenestina e sulla Casilina: a perdere la vita, a pochi mesi di distanza uno dall’altro, un ciclista ed un motociclista.
Un morto sull’asfalto ogni 48 ore Colombo killer delle strade di Roma
Sulle strade di Roma si muore in media ogni due giorni. È quanto emerge dai dati dei vigili urbani nel periodo compreso tra il primo settembre 2013 e il 24 maggio 2014 La strage è quotidiana. Due incidenti l’ora
