L’Emilia risorge a due anni dal terremoto. A poche ore dall’anniversario di oggi della catastrofe ambientale, le cui immagini sono ormai fissate nella memoria collettiva, una visita nelle meraviglie del Nord. Il turismo, nelle zone colpite, di certo non guasta. Tornano alla memoria le vittime e, soprattutto, i terremotati. Tour in pullman su e giù per le città che rendono onore alla Regione della piadina e delle lasagne. Primo giorno a Bologna: visita a San Petronio, e via di corsa per i vicoli del Centro. Dopo il pranzo libero nei pressi della piazza, il tour continua nel cuore della città e, anche se qua e là spunta un palazzo in ristrutturazione, la zona attorno a San Petronio sembra in salvo. Secondo giorno a Modena, e pernottamento nei pressi delle scuderie di Maranello. L’aria che si respira è tipica delle corse automobilistiche: coppe e gadget che spuntano qua e là per le vetrine. I piatti tipici sono serviti: patria della pasta al forno e delle piadine, appuntamento che pochi possono mancare. Modena, seguendo il percorso in pullman ordito dalla Tiva viaggi, funziona un po’ come base d’appoggio per le successive tappe. Queste città, distanti di poco l’una dall’altra, possono essere visitate nel corso della giornata. A Mantova, il secondo giorno, la situazione si fa più complicata. Tra ciottoli e arcate, la scalinata che porta ai piani superiori è segnata dalle crepe di due anni fa. Il viaggio prosegue, ma la Camera degli sposi a firma del Mantegna è chiusa al pubblico: e la causa è sempre la stessa. Dopo Mantova e Ferrara il viaggio prosegue verso Parma. La buona tavola, qui, è all’ordine del giorno. Le meraviglie dell’Emilia Romagna saltano fuori dai particolari dei piccoli Paesi: ecco Roncole Verdi e Busseto, dove il compositore soggiornò. Muri bianchi e pochi orifizi: solo una scritta campeggia tra le altre, la popolarissima «W Verdi», in onore al Risorgimento. L’impalcatura, là accanto, ricorda piccoli lavori di manutenzione. Dopo un salto a spiare la vita di Guareschi, con i cartelloni sulla sua vita e su Don Camillo e Peppone e qualche curiosità, tipo che finì nei campi di concentramento dopo l’armistizio del ’43 e che rischiò la prigione per una vignetta su Einaudi, dove il presidente ve viene circondato da bottiglie di vino, visto che fregiò l’etichetta delle sue botti con il titolo di «senatore», quale in effetti era, la gita si sposta a Busseto, e via con la visita al Museo di Verdi. Caricature, composizioni, e una breve spiegazione sulla vita del compositore, condiscono il tour. Il Bar Centrale offre un ottimo punto di ristoro e, l’atmosfera, è degna della Belle Epoque. La sera, ovvio, si rientra a Modena. L’Emilia (simpaticamente «paranoica», come l’ha definita Giovanni Lindo Ferretti, che lì è nato e ha riparato - sui monti - dopo una sana e compiacente crisi mistica e soprattutto politica sulle sue origini punk, come ha confessato a Chiambretti qualche lustro fa). E una di queste sorprese è stata la notte bianca dei Musei. Centinaia di persone in strada, danza del ventre e il concerto di Giuliano Palma in tarda serata: ci sono anche i dj. Insomma, una nota per ogni gusto. La visita continua, ma come non fare un salto nella Chiesa di San Carlo per i Serial Singers-Roveri Big Band. Un po’ di sano jazz, in effetti, non guasta mai. Saltimbanchi, cabarettisti e via di seguito, qui sono all’ordine del giorno. Un viaggio al sapore di mostarda e composte, che finisce tra le liquerizie e i figuranti di Ferrara, per le visite dell’ultimo giorno. Appannaggio dei turisti, vengono organizzate su e giù per l’Italia. Tra il Medioevo e i profumi della buona tavola, tra risotti di zucca e piatti di manzo, è il Lambrusco a innaffiare con gusto anche i piatti più saporiti. Il terremoto, purtroppo, non è acqua passata. Ed è online il sito («donazionissima.it») con tutti i nomi dei donatori. Il sito dà conto della destinazione di 12,4 milioni di euro raccolti tramite bonifico o bollettino postale (compresi i 1,5 milioni di euro raccolti durante il concerto al Dall'Ara di Bologna), dei 14,4 milioni arrivati via sms, e dei 4,3 milioni raccolti al Campovolo di Reggio Emilia. E mentre oggi in Regione è stato osservato un minuto di silenzio in onore delle 27 vittime, si è svolta anche la riunione del Comitato Istituzione. Cittadinanze onorarie sono state consegnate a Franco Gabrielli e Vasco Errani. Il pensiero va alle 15 mila persone sfollate a Mirandola, Cavezzo, Concordia, San Possidonio, Novi, San Felice e Cento. Sono 600 gli agricoltori che abitano in prefabbricati vicino alle loro aziende ancora non ristrutturate.
Oltre il terremoto. Tra le rovine della catastrofe, l’Emilia
Da Bologna a Ferrara, passando per Mantova e Modena, un tour in pullman La Casa di Verdi e quella di Guareschi rendono onore ai luoghi. 15 mila sfollati ancora fuori casa: spunta il sito web con le donazioni. Il viaggio due anni dopo
