Annullamento con rinvio dell’ordinanza con cui il tribunale del Riesame di Torino aveva confermato l’arresto di quattro militanti No Tav con l’accusa di terrorismo, per un assalto notturno al cantiere Tav nel maggio 2013. È quanto ha deciso la sesta sezione penale della Cassazione, nel corso di una camera di consiglio iniziata due giorni fa e terminata ieri a tarda notte. I giudici della Suprema Corte hanno dunque accolto il ricorso presentato dalle difese di Claudio Alberto, Nicolò Blasi, Chiara Zenobi e Mattia Zanotti. Dopo il deposito delle motivazioni della Cassazione, in cui si chiarirà perché è stato disposto l’annullamento con rinvio, il Riesame di Torino dovrà valutare di nuovo la questione. Il sostituto pg di Cassazione, Giovanni D’Angelo aveva invece due giorni fa, durante l’udienza a porte chiuse, sollecitato il rigetto dei ricorsi e, dunque, la conferma degli arresti per terrorismo. I quattro attivisti No Tav erano stati arrestati il 9 dicembre con le accuse di attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzioni di armi da guerra e danneggiamento. Gli arresti si riferivano all’attacco avvenuto la notte tra il 13 e il 14 maggio 2013 al cantiere di Chiomonte e alle forze dell’ordine che lo presidiavano: gli assalitori, con il volto coperto e abbigliati con indumento di colore scuro, provenienti dai boschi sopra la Val Clarea, avevano sferrato attacchi simultanei a quattro cancelli del cantiere, lanciando bengala, bombe carta e numerose bottiglie incendiarie. Il Riesame di Torino, con l’ordinanza annullata con rinvio dalla Cassazione, aveva ritenuto che tale azione fosse «connotata da un’organizzazione strategica assimilabile a quella militare», e, dunque, di portata tale da porre in grave pericolo la vita o l’incolumità dei lavoratori», nonché «idonea ad arrecare grave danno al Paese, consistente anzitutto nel danno all’immagine che al Paese deriva a livello internazionale dal ritardo nella realizzazione» della Tav. «Il Tribunale del Riesame di Torino agirà sui reati di terrorismo ma certamente il processo partirà con un’accusa indebolita». Claudio Novaro, l’avvocato dei 4 attivisti No Tav, vede con soddisfazione il verdetto della Cassazione. «Vedremo ovviamente le motivazioni - afferma il legale - di certo la Cassazione ci ha dato ragione nel momento in cui dicevamo che l’ordinanza era carente, illogica e immotivata. Il processo resta incardinato per i reati di terrorismo ma è chiaro che con il verdetto della Cassazione le accuse sono indebolite». Ecco perché la decisione della Suprema Corte viene vissuta dalla difesa degli attivisti come un «avallo al nostro punto di vista. A questo punto dovranno essere giudicati per i reati commessi, non per quello che non hanno fatto». I ricorsi in Cassazione sono stati proposti da Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, tutti in carcere con la pesante accusa di attentato con finalità terroristiche in relazione all’attacco al cantiere Tav.
No Tav accusati di terrorismo, la Cassazione annulla gli arresti
Annullamento con rinvio dell’ordinanza con cui il tribunale del Riesame di Torino aveva confermato l’arresto di quattro militanti No Tav con l’accusa di terrorismo, per un assalto notturno al...
