«È già stato avviato l’iter del Ministero della Salute che, tramite il Centro Nazionale Trapianti, svolgerà un’ispezione all’ospedale Sandro Pertini a Roma, relativamente al gravissimo caso segnalato sul presunto scambio di embrioni nel centro di fecondazione assistita dell’ospedale, finora non segnalato all’autorità competente centrale». È quanto si legge in una nota del ministero della Salute. «Le normative nazionali che attuano le direttive europee nel settore cellule e tessuti specifiche per la fecondazione assistita - prosegue il ministero - sono molto rigorose: le procedure indicate nelle norme, se applicate correttamente, garantiscono la tracciabilità di tutto il materiale biologico nel percorso di fecondazione assistita». «Con riferimento allo specifico caso segnalato oggi dalla stampa, il Ministero intende verificare quale sia stato il percorso seguito dal centro di fecondazione assistita dell’ospedale Pertini - conclude la nota - se siano state rispettate tutte le procedure previste dalle leggi e le ragioni per le quali non ne sia stata data tempestiva informazione all’autorità centrale». «Massima prudenza e cautela. È ancora tutto da accertare. Uno scambio di provette a livello di diagnosi prenatale? Puo’ essere un’ipotesi plausibile. Oltretutto, la signora avrebbe fatto gli esami, quelli appunto della diagnosi prenatale, in un posto diverso dal Pertini. Quindi è tutto da chiarire». A palare è Giuseppe Novelli, genetista, a capo della commissione incaricata di fare luce sul caso della donna incinta di due gemelli con embrioni che non le apparterrebbero geneticamente. L’unico dato certo, secondo Novelli, «è che la Regione Lazio, contrariamente a quanto si è detto, si è mossa tempestivamente e bene». «Io sono stato chiamato il giorno stesso della notifica dell’esposto da parte della signora e invitato a far parte di questa commissione - ha spiegato ancora il genetista - Una commissione di alto livello con tecnici esperti e studiosi di alto profilo che si è insediata il primo aprile e oggi, al Pertini, terrà nel pomeriggio la sua prima riunione operativa». Novelli cerca quindi di stemperare di fronte a un caso che è stato subito additato come un nuovo episodio di presunta malasanità. Ma tiene a sottolineare che «siamo solo nella fase delle ipotesi. Ci sono tante carte da esaminare, non ci sono elementi sufficienti per dire cosa è accaduto e, se fosse davvero come sostiene la donna, allora si tratterebbe effettivamente di un errore sanitario, come uno di quelli accaduti a volte in altri Paesi, per esempio negli Usa. Noi ora dobbiamo fare verifiche a valle - ha detto ancora l’esperto - acquisire elementi. Il ministero ha disposto una ispezione, la Regione si è mossa subito, il Pertini ha giustamente bloccato l’attività in attesa di fare chiarezza ed ha fatto bene». Prudenza dunque e «verificare che non possa esserci stato un errore di diagnosi a monte e quindi a livello di diagnosi prenatale. Il Pertini - ha aggiunto - è una eccellenza, un centro affidabile, vi lavorano grandi professionalità».
Embrioni scambiati, arrivano gli ispettori
Clamoroso errore al Pertini, una donna aspetta 2 gemelli in provetta non suoi Indaga il Ministero e la Regione chiude il reparto per la sterilità dell’ospedale
