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Anziano lapidato e gettato nel fiume

Sassate sul volto dopo l’ennesima lite condominiale. Fermati due vicini di casa

SORA Quattro colpi di pietra, alla testa, al volto e poi quel corpo ormai privo di vita gettato nelle acque del fiume Liri. Lapidato a settantotto anni per questioni di confine. È stato ucciso così Mario Grossi, ex giardiniere di Sora, nel Frusinate. L’anziano sarebbe stato massacrato da due vicini di casa, fermati dai carabinieri del Reparto Operativo Provinciale di Frosinone coordinati dal colonnello Antonio Menga, che però negano ogni accusa. Un violento alterco, uno dei tanti che negli ultimi mesi hanno visto come protagonisti la vittima e i due presunti assassini, che nell’arco di qualche minuto è degenerato. Sotto gli occhi di un testimone che ha poi chiamato il 112. «Aiuto, hanno ucciso un uomo e hanno gettato il cadavere nel fiume». Questa la disperata richiesta d’intervento registrata poco dopo le 16 di ieri. Una vera e propria corsa contro il tempo che, però, non è servita a salvare Mario Grossi. Quando le pattuglie della Compagnia di Sora sono arrivate sul posto del corpo dell’anziano non c’era più traccia. Il testimone oculare ha riferito che i due conoscenti lo avevano appena lanciato nel fiume. Si tratta di Sante Cipollone e Angelo Pellegrini, disoccupati e forse in quel momento ubriachi. Nel corso del lungo interrogatorio al quale sono stati sottoposti dal sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo si sono più volte trincerati nel silenzio. Non hanno fornito alcun elemento valido a giustificare un atto di violenza inaudito, disumano. Una storia triste e dai contorni farciti di ignoranza e scarso senzo di rispetto per il prossimo e per chi ha da tempo passato i settanta anni. Mario Grossi, vedovo da qualche anno e senza figli, in località Compre lo conoscevano tutti. Gentile e disponibile, viveva per la sua casa e il suo piccolo fazzoletto di verde che curava con amore. Forse proprio uno sconfinamento da parte di uno dei vicini può aver fatto scattare il litigio che poi si è trasformato in omicidio. Ma non si esclude la pista passionale legata a una badante straniera. Sante Cipollone e Angelo Pellegrini al momento sono in stato di fermo. Oggi il gip dovrà decidere se convalidare o meno l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere ipotizzata dal pm. Il cadavere di Mario Grossi ancora non è stato ripescato e questa mattina le acque del Liri saranno scandagliate dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Le ricerche sono state sospese nella tarda serata perché il fondo del corso d’acqua era divenuto torbido e quindi anche con la luce delle fotoelettriche sarebbe stato impossibile trovare il cadavere. «Sono costernato - ha detto il sindaco di Sora Ernesto Tersigni, arrivato sul posto - Non ci sono parole per commentare un fatto simile». Lo scorso anno, ad aprile, lo stesso tratto di fiume venne scandagliato dai sommozzatori che cercavano un’altra vittima di un omicidio: Samanta Fava, la donna di Sora scomparsa di casa e poi, invece, ritrovata murata nella cantina del suo assassino.

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