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Pirati audiovisivi evadevano il fisco e i pagamenti Siae

Oltre 100 perquisizioni, 47 indagati, 16 arresti, sequestro di 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e...

Oltre 100 perquisizioni, 47 indagati, 16 arresti, sequestro di 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere per un valore pari a 252 milioni di euro. È il bilancio della maxi operazione delle fiamme gialle romane contro la pirateria audiovisiva. Coinvolti nell'operazione anche i finanzieri di altre 23 Province. Sono stati evasi diritti Siae per oltre 156 milioni di euro e imposte per 96 milioni di euro. È stata sgominata un'organizzazione criminale con diramazioni in Svizzera, isole del Canale, San Marino, Slovenia e Austria. Tra i 16 soggetti destinatari di misure restrittive personali spiccano nomi eccellenti, tra cui i vertici della Verbatim Italia s.p.a. (società leader nel settore dei supporti informatici e delle memorie di massa), due noti imprenditori toscani (M.L. e M.F. soggetti apicali del gruppo), oltre a diversi commercialisti, consulenti tributari e faccendieri. Per smascherarli i militari del gruppo di Fiumicino, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, partendo da un'indagine su clan camorristici specializzati nella pirateria audiovisiva, si sono concentrati su alcune aziende italiane ed estere che introducevano nel territorio nazionale cd e dvd vergini destinati sia alla criminalità partenopea sia alla grande distribuzione. La complessa operazione, denominata «Virgin», grazie ai milioni di euro di beni sotto sequestro, permetterà di saldare i conti con l'erario.

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