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Bancomat vulnerabili ma per gli esperti «non c’è pericolo»

Francesco Pellegrino Lise È scattata ieri la temuta sospensione del supporto di Microsoft all’aggiornamento e alla protezione di Windows Xp, il sistema operativo più utilizzato al mondo, che fa...

È scattata ieri la temuta sospensione del supporto di Microsoft all’aggiornamento e alla protezione di Windows Xp, il sistema operativo più utilizzato al mondo, che fa «girare» gli oltre 40mila bancomat sparsi in tutta Italia e il 90% di quelli nel mondo, con il rischio che gli sportelli atm siano attaccati da hacker e meno protetti da clonazioni e virus. Ma c’è davvero da preoccuparsi? Si rischia davvero un blocco su larga scala? La risposta, almeno secondo gli esperti, è no. A dare rassicurazioni è proprio il consorzio Bancomat, che in una nota spiega: «Le banche italiane hanno da tempo avviato analisi approfondite per individuare le modalità più efficaci e sicure con cui gestire la migrazione degli Atm verso versioni più evolute dei sistemi operativi di base che regolano il loro funzionamento. Nell’attesa di completare il processo di migrazione, molti istituti di credito hanno comunque già effettuato il passaggio dei loro sportelli automatici a una versione intermedia dell’applicativo, chiamata Windows XP Embedded, per la quale sono stati garantiti dalla casa madre due ulteriori anni di supporto». «Per quanto riguarda i terminali installati nel 2014 – viene sottolineato - il problema non esiste. Infatti, questi dispositivi già basano la loro operatività su Windows 7, ossia sulla versione successiva e più evoluta rispetto a Xp. Per quanto concerne la scadenza del supporto, è opportuno precisare che Microsoft ha assicurato che continuerà a fornire gratuitamente gli aggiornamenti di definizione dei virus fino al 14 luglio 2015. Per quello che riguarda gli update delle vulnerabilità di sistema, invece, sono state previste specifiche attività di supporto a favore delle banche, per accompagnarle in assoluta sicurezza alla completa migrazione dei sistemi operativi». Ma, rassicurazioni a parte, va comunque sottolineato che i bancomat attivi in Italia non sono esposti ai pericoli della rete perché lavorano solamente su particolari connessioni di tipo privato, di proprietà delle banche e caratterizzate da alti standard di sicurezza. Il Consorzio Bancomat lavora da mesi per coordinare e raccordare le strategie d’intervento degli istituti di credito, presidiando tutti i diversi aspetti della migrazione sia attraverso il proprio centro antifrode, sia partecipando ai tavoli internazionali per combattere contro gli eventuali pericoli di hackeraggio. Con questo obiettivo, è stata attivata una vera e propria task force da tempo impegnata sul ronte dei rischi in campo telematico.

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