I centri di recupero rischiano la ricettazione mentre coloro che esercitano in forma ambulante sono passibili di multa fino a 26mila euro e denuncia, tra le altre cose, per gestione non autorizzata dei rifiuti ed eventuale sequestro del mezzo. Con l’abrogazione di una parte del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di fatto si è creato un vuoto nella normativa che dovrebbe disciplinare questi operatori: «Sono figure fuorilegge per legge, attualmente non abilitati a svolgere questo tipo di attività - spiega l’ingegner Nicola Grillo, presidente dell’associazione Airmet, circa 80 associati sul territorio – il tema tocca l’aspetto ambientale, commerciale e anche sociale considerando che la maggior parte degli operatori sono indigenti spesso assistiti anche dai Comuni di residenza: egoisticamente, ci occupiamo di loro perché regolamentarli significherebbe anche risolvere un nostro problema». La soluzione sarebbe quindi «l’emanazione da parte del Comune di un apposito regolamento, specifico per la categoria dei raccoglitori in forma itinerante di rottami metallici e di altri materiali recuperabili, in base al quale autorizzare i soggetti individuati dall’articolo 266, comma 5, della vigente norma in materia di rifiuti».
Chi recupera rischia la ricettazione
I centri di recupero rischiano la ricettazione mentre coloro che esercitano in forma ambulante sono passibili di multa fino a 26mila euro e denuncia, tra le altre cose, per gestione non autorizzata...