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«Lasciate crescere i figli ma stategli sempre vicino»

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Un anno fa, durante la Messa di intronizzazione, Papa Francesco aveva invitato a non aver paura della tenerezza. Poi aveva sviluppato la sua omelia chiedendo «per...

Un anno fa, durante la Messa di intronizzazione, Papa Francesco aveva invitato a non aver paura della tenerezza. Poi aveva sviluppato la sua omelia chiedendo «per favore» di essere custodi: del creato, dell’altro, dell’ambiente. Ieri, nella festa di San Giuseppe, il Pontefice, durante l’udienza generale di fronte a oltre 60.000 fedeli, è tornato a parlare di «custodia», prendendo spunto dalla figura del Patriarca patrono della Chiesa universale. Questa volta, però, da una prospettiva particolare: quella educativa. «Lui non era il padre di Gesù: il padre di Gesù era Dio, ma lui faceva da papà a Gesù, faceva da padre a Gesù per farlo crescere. E come lo ha fatto crescere? In sapienza, età e grazia - ha detto il Papa - Crescere in età, crescere in sapienza, crescere in grazia: questo è il lavoro che ha fatto Giuseppe con Gesù, farlo crescere in queste tre dimensioni, aiutarlo a crescere». Francesco ha sottolineato che Giuseppe si preoccupò di non far mancare il necessario a Gesù, anche in una condizione precaria come quella dettata dalla fuga in Egitto («Giuseppe è stato un rifugiato, con Maria e Gesù, per scampare alla minaccia di Erode» ha ricordato) ma fu anche «esempio e maestro» di quella «sapienza che si nutre della Parola di Dio. Possiamo pensare a come Giuseppe ha educato il piccolo Gesù ad ascoltare le Sacre Scritture». Quanto alla grazia, è vero che l’azione di Giuseppe in questo caso fu più limitata ma «sarebbe un grave errore - ha detto il Papa - pensare che un padre e una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio». Un invito esplicito a non rinunciare all’educazione religiosa, a non commettere l’errore di preoccuparsi solo della loro crescita e del loro benessere fisico. La conseguenza è stata un dialogo con i tanti papà presenti in piazza (ma idealmente estesa a tutti): «San Giuseppe è il modello dell’educatore e del papà, del padre - ha detto Francesco facendo gli auguri - Chiedo per voi la grazia di essere sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini, vicini! Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore. Siate per loro come san Giuseppe: custodi della loro crescita in età, sapienza e grazia. Custodi del loro cammino; educatori, e camminate con loro. E con questa vicinanza - ha concluso - sarete veri educatori». Intanto prende corpo il programma della giornata promossa dal Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione in occasione della Quaresima, il prossimo 28 marzo. Una giornata interamente dedicata al sacramento della riconciliazione che vedrà il Papa presiedere una celebrazione penitenziale nella basilica di S. Pietro, a partire dalle 17, durante la quale confesserà alcuni fedeli. Dalle 20, poi, saranno disponibili confessori nelle chiese di Sant’Agnese in Agone, Santa Maria in Trastevere e Santissime Stimmate, nel centro di Roma.

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