LATINA Avevano trovato un modo (quasi) infallibile di truffare le assicurazioni a cui spillavano decine di migliaia di euro grazie a finti incidenti a cui allegavano perizie mediche per infortuni che però non avrebbero avuto diritto ad alcun indennizzo. E così per 38 presunti truffatori è stato chiesto il rinvio a giudizio dal tribunale di Latina. L’accusa è di avere ricevuto illecitamente denaro da 13 istituti assicurativi diversi. Secondo l’impianto accusatorio gli imputati avevano curato la truffa in tutti i dettagli, occupandosi dei finti sinistri in modo estremamente rigoroso. Tutto gravitava attorno all’avvocato Gianluca La Starza che, sostengono gli inquirenti, si occupava, dopo essersi accaparrato l’incarico di «far sottoporre i clienti alle visite opportune, di acquisire documentazione medica falsa, fatture a prezzo maggiorato da inserire nelle richieste di risarcimento, di istruire i clienti in ordine alle versioni da rendere in sede di visite medico legali, acquisendo false consulenze tecniche sui danni materiali e false testimonianze». Un giochino estremamente redditizio che era possibile all’avvocato solo grazie alla collaborazione di Antonio Capozzi, un infermiere dell’Icot e Giovanni Martinelli, impiegato in uno studio radiologico privato. Il primo si sarebbe occupato di ìntercettare i potenziali clienti che entravano all’Icot per reali problemi ortopedici (non provocati da incidenti automobilistici) veicolandoli verso l’avvocato. Il secondo invece si procurava false attestazioni mediche e si preoccupava di istruire i clienti sulle patologie da dichiarare nel caso in cui qualcuno gli ponesse domande.
Rimborsi veri per falsi incidenti
LATINA Avevano trovato un modo (quasi) infallibile di truffare le assicurazioni a cui spillavano decine di migliaia di euro grazie a finti incidenti a cui allegavano perizie mediche per infortuni...