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Ucraina, stop della Russia a ispezioni nucleari

Spari in aria per fermare gli ispettori Osce

Vecchi e nuovi fantasmi sembrano riprendere vita in Europa: dopo Sarajevo, dopo la Bosnia-Erzegovina, quanti innocenti dovranno ancora morire per Kiev e l’Ucraina? Mosca ha minacciato di sospendere le ispezioni internazionali sulle armi nucleari nel suo territorio, ispezioni previste dal trattato sulla riduzione delle armi nucleari Start III firmato tra Russia e Usa. Lo ha detto un alto funzionario del ministero della Difesa russo alle agenzie locali: «Siamo disposti a questo passo in risposta alle dichiarazioni del Pentagono sulla sospensione della collaborazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Usa» in seguito all’intervento della Russia nella repubblica autonoma di Crimea. Sono stati nuovamente respinti gli osservatori internazionali dell’Osce che da due giorni tentano di entrare in Crimea per verificare la situazione. La missione è composta da 54 componenti di 29 Paesi (tra i quali, oltre all'Italia, Usa, Germania, Francia e Regno Unito). E una colonna di camion militari senza insegne distinguibili, ma presumibilmente russi, è a Simferopoli diretta verso la capitale della repubblica autonoma di Crimea. Sospetti su Mosca per un super virus che ha attaccato decine di reti informatiche in Ucraina. Il presidente francese François Hollande e l’omologo statunitense Barack Obama concordano sul fatto che la Russia debba muoversi per ritirare le truppe dalla penisola ucraina di Crimea, altrimenti saranno decise «misure non specificate». Hollande afferma di aver concordato con Obama che il referendum in programma il 16 marzo sull’annessione della Crimea alla Russia «manchi di basi legali». Continuano senza sosta le consultazioni di Barack Obama con i suoi interlocutori privilegiati in Europa. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri pomeriggio ha avuto una conversazione telefonica, durata circa dieci minuti, con il presidente Obama. Al centro del colloquio, riferiscono da palazzo Chigi, le tensioni internazionali legate alla questione del’Ucraina. Renzi ha ribadito a Obama la forte partnership con gli Stati Uniti per la risoluzione positiva della crisi assieme ai partner europei, secondo quanto concordato e ribadito dal vertice straordinario di Bruxelles di giovedì scorso. Obama ha chiamato anche Hollande, il premier britannico David Cameron e i leader delle repubbliche sovietiche sul baltico, Lettonia, Lituania ed Estonia. L’Ucraina ed i nuovi venti di Guerra fredda hanno ridato fiato a Varsavia al dibattito sull’adesione della Polonia all'eurozona.

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