Oggi ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Ecco il vero nome di quella che, impropriamente, usiamo chiamare Festa della Donna. La ricerca delle sue origini ci riporta all’inizio del secolo scorso quando qualcosa si stava svegliando nelle donne di quel tempo, un fermento, una voglia di affermazione o meglio di rivendicazione. È il 1908 e la Conferenza del Partito socialista di Chicago tratta per la prima volta temi scottanti come lo sfruttamento delle operaie, le discriminazioni sessuali e il diritto al voto. Venne chiamato «Woman’s Day». Lo sfondo è quello della lotta operaia, sindacale e politica che le socialiste americane portarono anche al di là dell’Oceano, diffondendo la consuetudine di questa ricorrenza in tutta Europa, anche se in maniera ancora sporadica. Ma è in Russia che l’8 marzo diventa una data veramente rivoluzionaria e riconosciuta. In quel giorno del 1917 (era il 23 febbraio secondo il calendario giuliano vigente al tempo) a San Pietroburgo migliaia di donne, madri, operaie, mogli marciarono lungo le strade per gridare a gran voce un’unica disperata richiesta: la fine della guerra. In Italia, la prima Giornata della Donna arriva nel 1922, anche se per l’ufficializzazione bisognerà attendere più di vent’anni. È una storia lunga, frammenta, sofferta quella dell’8 marzo che si arricchisce nel tempo di significati e che vuole ricordare non solo le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che ancora avvengono in molte parti del mondo. Una celebrazione. dunque, non una festa. Oggi ci sono donne che si sentono anticonformiste nel non gradire gli auguri, c’è chi coglie l’occasione per trasgredire in qualche locale o divertirsi con le amiche. Ma c’è anche chi a questa giornata vuole ridare un senso… Casomai l’avesse perso. E se vogliamo quel senso lo possiamo riscoprire proprio in quel fiore che questa sera nostro marito si ricorderà di portatrici a casa, o i nostri colleghi ci faranno trovare sulla scrivania. La mimosa… Una pianta umile, forte e orgogliosa che cresce spontanea. La mimosa illumina l’inizio della primavera con il suo colore intenso. Essa profuma e rallegra tutto ciò che le sta attorno. È tenace e vitale, ma nello stesso tempo fragile e delicata, basta sfiorarla per dissolverla. La mimosa è innocenza, libertà, autonomia, pudore e sensibilità. La mimosa è donna.
La lunga marcia della Donna verso il riscatto
di Daniela ForlaniOggi ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Ecco il vero nome di quella che, impropriamente, usiamo chiamare Festa della Donna. La ricerca delle sue origini ci riporta...
