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Interviene anche la Regione: tolta l’autorizzazione a Monti dell’Ortaccio

Dopo che anche l’ultimo commissario all’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, come anticipato su queste pagine, è finito indagato principalmente a causa della scelta di Monti dell’Ortaccio come...

Dopo che anche l’ultimo commissario all’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, come anticipato su queste pagine, è finito indagato principalmente a causa della scelta di Monti dell’Ortaccio come alternativa a Malagrotta, la Regione Lazio ha revocato l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) che proprio Sottile firmò a fine 2012. Ufficialmente, sarebbero venute a mancare le garanzie fideiussorie per la realizzazione dell’invaso, che doveva ancora essere ultimato, è comunque indubbio che le indagini della Procura di Roma che hanno portato all’arresto, tra gli altri, del patron dei rifiuti Cerroni abbiano inciso sulle scelte della Regione. Nei confronti di Sottile, ricordiamo, si ipotizzano i reati di truffa e falso per avere dato il via libera, con l’Aia del 27 dicembre 2012, alla nuova discarica di Monti dell’Ortaccio, limitrofa a Malagrotta e anche questa di proprietà di Cerroni. Il prefetto continua a dirsi estraneo, «credevo fosse tutto regolare», «non c’era dolo specifico», «non mi ero accorto che dalle fotografie dello scavo era stata cancellata al computer l’acqua». Difformità, invece, erano state a più riprese segnalate sia dai residenti che dal municipio, che denunciò anche presunti abusi edilizi rispetto agli scavi effettuati per «disegnare» l’invaso, tanto che tutto è poi finito davanti al Tar. Scrive il magistrato che «come sembrava scritto fin dall’inizio la scelta finirà per concentrarsi su Monti dell’Ortaccio nel momento in cui Sottile sostituirà, il 25 maggio 2012, il suo predecessore (il prefetto Pecoraro, ndr). Nel mese di agosto 2012 la società Colari dopo una serie di incontri tra Sottile e Cerroni avanza istanza di Aia, il prefetto con provvedimento del 23 agosto 2012 si attribuisce la competenza a decidere sulla richiesta di Aia». Il 27, come detto, arriverà la firma definitiva. «I contenuti del provvedimento – si legge negli atti – così come l’eventuale esistenza di profili di illeceità – diretta o derivata – dello stesso, sono attualmente al vaglio di questa autorità giudiziaria». Coincidenza, o forse no, trapelata la notizia anche la Regione ha deciso di fare un passo indietro, ritirando quindi l’autorizzazione che sarebbe stata al centro di ulteriori indagini. A quanto si dice in Regione, sarebbero venute a mancare le garanzie fideiussorie e, di conseguenza, sarebbe «decaduta» anche la possibilità per la società di portare a termine il progetto. Il dato certo è che – salvo ulteriori ribaltoni – dopo Malagrotta anche l’ipotesi di Monti dell’Ortaccio sembra definitivamente tramontata.

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