La maestra maltrattava i bimbi di tre-quattro anni, li mandava a casa coi lividi sulle braccia o sugli orecchi. Non ammetteva confusione: li tirava per le braccia e li sbatteva sulle sedie. Stare con lei alla scuola materna di Monterosi, primo comune della provincia di Viterbo, era diventato un incubo, così pauroso che alcuni piccoli avrebbero smesso di parlare, sarebbero diventati taciturni. Il terrore, però, è finito. L’altro ieri i carabinieri della Compagnia di Civita Castellana l’hanno arrestata in diretta, in flagranza di reato. Vedendo le immagini trasmesse dalle telecamere piazzate nell’aula, il maresciallo si è accorto che la donna di 53 anni stava picchiando uno dei suoi 25 giovanissimi alunni. E allora non ha avuto dubbi: «Interveniamo». I militari sono entrati nella scuola è hanno portato via l’insegnante. Lei ha provato a difendersi. Agli investigatori avrebbe detto: «Vi state sbagliando, non ho fatto niente, sono vittima di chi mi vuole male e ha sparso in giro brutte voci sul mio conto». Però tutte quelle parole non sono servite. Non solo i militari hanno documentato la violenza e hanno subito sottoposto l’indagata alla misura cautelare degli arresti domiciliari, a Ronciglione, centro a poca distanza della materna. Ma in serata le hanno notificato pure l’ordinanza di custodia firmata dal Tribunale, richiesta dal pm Fabrizio Tucci per un’inchiesta che era già stata avviata. Infatti, inquirenti e magistrati era da un po’ che indagavano sulla maestra. A Natale due coppie di genitori si erano rivolte ai carabinieri della Compagnia del maggiore Stefano Leuzzi. Non avevano sporto denuncia, né avevano sottoscritto un esposto contro la donna ritenuta manesca. Tuttavia avevano messo a verbale quello che dall’inizio dell’anno avevano notato. E cioè. I genitori si erano accorti di strani graffi e lividi sul corpo di bimbe e bimbi. Avevano sentito i figli parlare in modo strambo, inusuale. Li sentivano pronunciare rimproveri che certo in casa loro non sentivano e forse ripetevano, perché li avevano sentiti a scuola, dagli adulti. Ma da chi? I carabinieri vogliono approfondire. A contribuire agli accertamenti ci si mette anche il maggiore del Reparto operativo di Viterbo, il maggiore Giovanni Rizzo. Praticamente attorno alla maestra viene steso un cerchio di sospetti che giorno dopo giorno si stringe sempre di più. Il personale scolastico non riferisce molto. La sede fa parte del Circolo di Sutri, diretta dalla maestra "anziana". Pare che nessuno sentisse niente: le urla o i pianti dei bambini in classe. In pratica, non preoccupa sentire piangere i piccoli di una materna, può succedere. I genitori, invece, raccontano di più. Si uniscono alle altre due coppie che per prime hanno segnalato le stranezze. Sono circa dodici famiglie. Difatti non tutta la classe avrebbe subito maltrattamenti. Nel periodo invernale i malanni di stagione hanno ridotto il numero dei presenti. Le accuse sono precise. Rivelano il disagio dei piccoli, i segni sulla pelle. Una madre è esplicita. Si chiama Roberta. Anche ieri è andata a prendere suo figlio all’uscita della materna. «Sono soddisfatta - dice - I nostri bambini avevano bisogno di aiuto, stavano male. Il mio non parlava più, aveva assunto comportamenti anomali. I carabinieri hanno dimostrato che gli alunni subivano torti. Il maresciallo ci ha dato una grossa mano». L’inchiesta non è finita. Adesso che sono stati documentati gli abusi della maestra, i carabinieri vogliono capire meglio il contesto nel quale tutto questo avveniva. Sono interessati alla scuola, ad accertare che ruolo hanno avuto i colleghi della donna. Intendono valutare l’azione di ciascuno per stabilire se davvero era impossibile accorgersi dei maltrattamenti che si verificano a pochi metri, oppure se in qualche modo la maestra era nota ma si è deciso di non fare troppo domande, di non sapere e di non sentire.
Botte agli alunni. Maestra arrestata a scuola
L’accusa: maltrattava gli alunni di 4 anni della materna. Presa dai carabinieri. Lei si difende: è un errore, vi state sbagliando
