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Il governo dice sì all'uso terapeutico della cannabis

L'esecutivo decide di non impugnare la legge della Regione Abruzzo che ne consente l'utilizzo per ragioni curative

Un primo passo verso la completa legalizzazione? L'interrogativo aleggia dopo che il governo ha deciso di non impugnare la legge regionale dell'Abruzzo sull'uso terapeutico della cannabis. È la prima volta che accade visto che, fino ad oggi, tutte le leggi su questo argomento erano state impugnate. Ma la decisione non scatena l'inevitabile, e forse attesa, polemica. Anzi. Carlo Giovanardi, forse uno dei più decisi oppositori della liberalizzazione delle droghe leggere commenta senza scomporsi: "È una legge in sintonia con la legislazione nazionale in vigore. La norma ammette la cannabis per ragioni curative dietro presentazione della ricetta medica. Ed ha fatto il bene il governo a non impugnarla. Il problema è che si continuano a dire cose totalmente false, per cui ad esempio in Italia sarebbe vietata la cannabis a scopi terapeutici. Non è vero, è perfettamente legale. Quel che non si può fare è il consumo di cannabis a scopo ricreativo". Esulta, ovviamente, la sinistra. "La mancata impugnazione da parte del governo della legge regionale della Regione Abruzzo sull'uso della cannabis a scopo terapeutico è una prima buona notizia - spiega il capogruppo Sel in Commissione Giustizia Daniele Farina -. Nel mondo, la tendenza è legalizzare il consumo e la vendita, sia per fini terapeutici che ricreativi. L'Italia, che su questo è in ritardo, non perda anche questo treno. Dopo la recente sentenza della Consulta sulla legge sugli stupefacenti, è ora possibile varare una normativa di reale contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali. Mi auguro, che la Camera approvi la modifica della legge sugli stupefacenti, il cui iter riprende la prossima settimana in Commissione Giustizia, nel più breve tempo possibile consentendo l'uso terapeutico, quello ricreativo, ma soprattutto la possibilità per i malati di coltivarla per uso personale". Su questo, ne siamo piuttosto certi, Giovanardi non sarà troppo d'accordo.

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