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L’ex ministro fa mea culpa Contro i furbi blitz inutili

Leonardo Ventura Nell’attuale contesto italiano «rimane particolarmente importante il problema dell’evasione fiscale che ormai supera 9 punti di Pil, senza considerare l’economia criminale». Lo ha...

Nell’attuale contesto italiano «rimane particolarmente importante il problema dell’evasione fiscale che ormai supera 9 punti di Pil, senza considerare l’economia criminale». Lo ha detto l'ex ministro delle Finanze e del Tesoro, Vincenzo Visco, ascoltato ieri dalla Commissione Finanze della Camera sulle prospettive della politica tributaria e del settore bancario, nel quadro dell’euro e in vista del prossimo semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea. «Poiché la ristrettezza delle risorse rende più che problematica la riduzione di imposizione che pure sarebbe auspicabile e poiché le attese riposte sulla spending review sono fortemente esagerate - ha sottolineato Visco - l’unica possibilità è quella di recuperare gettito evaso per destinarlo alla riduzione delle nostre principali imposte e contributi, a partire dall'Irpef la cui incidenza è di oltre due punti superiore a quella delle corrispondenti imposte degli altri Paesi». Visco ha poi aggiunto che «gli ultimi governi hanno di fatto trascurato, se non ignorato, questo problema, affrontandolo nel migliore dei casi con i blitz, la radicalizzazione dei comportamenti amministrativi, eccetera - ha detto ancora Visco - questo approccio non può portare a risultati rilevanti e stabili. Tuttavia si può dimostrare che intervenendo sulla gestione del sistema sia da un punto di vista normativo che gestionale, si potrebbero ottenere in un tempo relativamente breve (un paio di anni) risultati impressionanti senza interferire in alcun modo con il comportamento dei contribuenti onesti, e tali da dimezzare l’attuale livello di evasione».

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