Mazzette, appalti, concorsi pubblici, minacce, abusi di potere e ricatti. Non manca nulla nella maxi inchiesta sui vigili urbani della Capitale, culminata ieri con l’arresto dell’ex comandante del Corpo Angelo Giuliani. Nel mirino della procura di Roma, dopo oltre un anno di indagini, sono finiti nelle maglie della giustizia anche altri dirigenti della Municipale e vertici di aziende che lavoravano proprio per la manuntezione delle strade della città eterna. Al centro dell’indagine, per ora, una tangente da 30mila euro del marzo 2011, che è costata, appunto, l’arresto per l’ex capo della Municipale di Roma, Giuliani, finito ai domiciliari con l’accusa di corruzione assieme a tre dirigenti della società «Sicurezza e Ambiente» che si era aggiudicata il servizio di ripristino del manto stradale dopo gli incidenti. In cambio di quell’assegnazione, avvenuta «in violazione della disciplina in tema di contratti pubblici», la «mazzetta» sotto forma di sponsorizzazione per il Circolo Sportivo dei vigili urbani, di cui Giuliani era il presidente. Una storia che chiama in causa, sempre per corruzione, anche l’ex dg della Rai, Alfredo Meocci che, per aver dato un parere favorevole alla società «Sicurezza e Ambiente» nella veste di consigliere dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici - dopo che l’Avcp aveva già bocciato l’assegnazione da parte di Giuliani - , avrebbe ricevuto denaro e altre utilità da alcuni dirigenti della stessa: nel caso specifico, l’assunzione di una persona, da lui segnalata, per un rapporto di collaborazione lavorativa presso un’azienda facente capo a «Sicurezza e Ambiente». Giuliani è stato accusato dai pm anche di falso insieme ad altre 4 persone - tra cui i dirigenti del Corpo Donatella Scafati e Maurizio Sozi - per la stesura del verbale di insediamento della Commissione che avrebbe dovuto esaminare migliaia di aspiranti vigili, per 300 posti, messi a concorso nel 2012. Quel verbale, secondo gli inquirenti, fu scritto senza che Giuliani e Sozi fossero presenti nell’ufficio in cui si sarebbe tenuta la riunione. Ma il ruolo di presidente di quella Commissione serviva a Giuliani, in base alle indagini degli investigatori, per continuare ad esercitare ancora potere, influenza e pressioni in un periodo in cui, causa lo scandalo mediatico legato alla denuncia degli imprenditori Bernabei contro alcuni vigili del Primo Gruppo, era nell’aria un suo avvicendamento al vertice del Corpo, avvenuto alla fine del luglio 2012. Secondo l’ordinanza, Giuliani, che puntava anche a mantenere lo status quo presso il Circolo Sportivo, «ha operato nel costante abuso della posizione da lui ricoperta gestendo il proprio ufficio e il proprio ruolo con violazione delle regole e con chiara subordinazione delle scelte di carattere istituzionale agli interessi personali». I fatti contestati sono «obiettivamente gravi e di elevato allarme sociale, determinando un fenomeno di serio inquinamento dell’attività amministrativa del Comune di Roma e dei compiti di importanti istituzioni di controllo». L’ex comandante avrebbe sfruttato «il suo ruolo apicale utilizzandolo come strumento di intimidazione e di ricatto allo scopo di perseguire interessi personali». E una vittima delle sue minacce potrebbe essere stata proprio l’ex sindaco Alemanno come si evince dai colloqui telefonici che Giuliani ebbe con diversi soggetti nei giorni che hanno preceduto la sua rimozione.
Mazzette, arrestato l’ex capo dei vigili di Roma
Dopo un’inchiesta de Il Tempo si attivano i pm. Ai domiciliari Giuliani. Appalti, minacce, abusi. Nei guai i vertici di «Sicurezza e Ambiente»
