Attualità

Indiani in cella per spaccio, omicidi e maltrattamenti

Marzio Laghi Spaccio di droga, omicidi, maltrattamenti in famiglia. Non è la prima volta che un cittadino indiano commette reati gravi sul territorio italiano. All’inizio di novembre nelle nostre...

Spaccio di droga, omicidi, maltrattamenti in famiglia. Non è la prima volta che un cittadino indiano commette reati gravi sul territorio italiano. All’inizio di novembre nelle nostre carceri c’erano 129 detenuti del Paese di Ghandi, 46 in attesa di giudizio, 37 condannati in primo grado e 46 con condanna definitiva. E basta sfogliare le cronache dei quotidiani per avere una «rassegna» ricca di episodi criminali che li hanno visti come protagonisti. Il 7 aprile del 2013 in manette è finito uno straniero di 37 anni accusato dell’omicidio di due donne, Francesca Di Grazia, 55 anni, e Martina Incocciati, di 19, madre e figlia, sgozzate in casa a Latina la sera precedente. L’uomo, che era stato sposato con la prima, confessò di averle sgozzate entrambe per questioni di soldi. Il 1° agosto un indiano è stato arrestato in Calabria per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per l’accusa, reclutava prestanome che figuravano come datori di lavoro di extracomunitari. Il 26 ottobre a Gorlago, nel Bergamasco, tre indiani ubriachi che avevano pestato a sangue alcuni ragazzi italiani e ne avevano ferito seriamente uno a colpi di cinghia si ritrovarono in cella. Il 18 novembre un altro terzetto di loro connazionali venne «pizzicato» al confine fra Austria e Italia con 77 chili di papaveri da oppio essiccati, la pianta da cui si ricava l’oppiaceo che serve a produrre l’eroina. Per lo stesso reato (in questo caso avevano sei chili di bulbi e tre etti d’anfetamina) sono finiti nei guai altri due indiani fermati a Sabaudia il 27 gennaio scorso, mentre altri tre lo stesso giorno sono stati arrestati a Brescia per spaccio di eroina. Picchiava e teneva segregata in casa la moglie lo straniero arrestato il 13 dicembre 2013 a Cagliari. La sua giustificazione? «È mia, l’ho comprata e ne faccio quello che voglio». E l’iraniana trentenne strangolata, infilata in un trolley e gettata in un canale di Venezia il 3 febbraio? Per il delitto comparirà sul banco degli imputati una coppia di indiani che condividevano con lei la stanza. Una vicenda simile a quella di Cagliari è accaduta, sempre il 3 febbraio a Lamezia Terme: un trentatreenne di origini indiane è stato bloccato dai carabinieri dopo aver malmenato l’ex conviventye davanti al figlio di 10 anni. Il motivo: lei era stufa delle botte e lo voleva lasciare. E risale al 2008 l’agghiacciante vicenda di una disabile stuprata a turno da quattro indiani in Emilia. Una comunità, quella indiana, che nel 2010 contava oltre 120.000 persone, di queste oltre 14.500 residenti nel Lazio Per la maggior parte brava gente, come i nostri due Marò prigionieri da due anni nel loro Paese.

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