Continuano a proclamare la loro innocenza, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Firenze che li ha condannati per l’omicidio di Meredith Kercher. Lo fanno con tutti i mezzi a loro disposizione, compresi web e televisione. Ieri Sollecito è stato ospite di «Domenica Live», in onda su Canale 5: «La giustizia italiana ha sbagliato, non sono infallibili anche se hanno questo potere enorme. Non hanno niente, come prove - ha affermato - Io sto facendo di tutto per far capire che le falle di questo sistema sono gravi e che qualunque sia il teorema, è sempre giusto. I sospetti vanno accertati, non si deve sposare una tesi per poi farla diventare reale, appiccicando insieme le figurine che insieme non stanno. Capisco il dolore della famiglia Meredith, io dall'altra parte ho perso una madre - ha proseguito - Vorrei che tutti si concentrassero sul fatto che se si sposa una teoria falsa si possono fare più vittime. Io sono davanti alle telecamere non perché mi piaccia, ma per denunciare con quelle che sono le mie armi, una tragedia che può capitare a chiunque. Se la Cassazione conferma la sentenza io dovrò essere davanti alle porte del carcere. Non so quando». I due ex fidanzati sono in attesa delle motivazioni dei giudici: «Io non ho la più pallida idea delle motivazioni - ha spiegato - Passerà comunque ancora un anno, qui bloccato in Italia, con tutti i miei progetti nel dimenticatoio. Cosa c'è dietro questa sentenza? Io non sono una persona folle, sono una persona come tutti, è assurdo essere sbattuto sui giornali e in carcere per quattro anni per qualcosa che non esiste» ha protestato il giovane pugliese. Riferendosi a Rudy Guede, condannato con sentenza definitiva a sedici anni di reclusione per l'omicidio della studentessa inglese, Sollecito ha detto «Non lo conosco e non l'ho mai visto in vita mia». Poi ha ribadito che la notte dell’omicidio «io sono sempre stato a casa mia. E ora ho un alibi a riprova di questo, che prima non avevo: il mio computer, con il quale ho finito di vedere un film (Il favoloso mondo di Ameliè) alle 21.15 e poi ho aperto un file video di cartoni giapponesi. Io, contro Meredith non avevo nulla». Amanda invece usa il web per perorare la sua causa. Ha pubblicato una foto in bianco e nero su Twitter in cui tiene un cartello sulle mani con su scritto «Siamo innocenti». Un gruppo di persone, però, ha fondato un profilo facebook intitolato «Amanda e Raffaele Perugia vi odia».
Sollecito in tv «Sono vittima di un teorema»
E Amanda dall’America twitta: «Siamo innocenti»
