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Dal 2005 «bersagli» aumentati del 40%

Luca Rocca Nel gran «ballo» delle intercettazioni ordinate dalle procure italiane, c’è una certezza: sono troppe, costano caro e anche quando la spesa complessiva diminuisce (di poco), il loro...

Nel gran «ballo» delle intercettazioni ordinate dalle procure italiane, c’è una certezza: sono troppe, costano caro e anche quando la spesa complessiva diminuisce (di poco), il loro numero aumenta. I dati riferiti al 2012, paragonati a qualche anno prima, cioè al 2005, rivelano che all’interno di una generale diminuzione dei costi e a un aumento dei «bersagli» (persone intercettate), ci si è trovati di fronte a cifre ugualmente spropositate. Gli importi liquidati, infatti, sono sì scesi a 219 milioni (nel 2005 erano 234 milioni), ma restano altissimi. L’inferiore costo, rispetto a un aumento dei «bersagli», si spiega anche con la riduzione della spesa per ogni singola intercettazione: 1.600 euro rispetto ai 2.300 del 2005. Quanto ai «bersagli», quelli messi sotto controllo sono stati precisamente 140.577 (per capirci, qualche anno fa, nel 2005, erano 102.217). E veniamo alle spese per distretto nel 2012. A farla da padrone sono quelli di Palermo (31 milioni), Napoli (30), Reggio Calabria (29), Milano (23) e Catanzaro (11). Sono questi cinque distretti a «papparsi» il 56% del budget. Dei 219 milioni spesi, quasi tutti, e cioè 218,45 milioni, sono «a carico» delle procure dei tribunali ordinari, che si occupano delle indagini preliminari. Il resto, cioè le briciole, è suddiviso fra le procure presso le Corti d’appello, gli uffici giudicanti e le procure presso i tribunali per i minorenni. L’anno «peggiore» è stato il 2009, con una spesa di 255 milioni. E se le cose sono leggermente migliorate non è per una minore attività delle procure, ma soprattutto per l’abbattimento del 100% dei costi dei tabulati, che le compagnie telefoniche devono da qualche anno mettere a disposizione per legge. Nel 2011, invece, secondo i dati Eurispes, la spesa complessiva era stata di 225.987.187 euro, meno del 2009 ma corrispondente a un più 1,9%, ad esempio, al 2008. Quell’anno a farla da padrone sono stati i distretti di Milano e Palermo, con una spesa, rispettivamente, di oltre 36 e più di 32 milioni. A spendere di meno, invece, i distretti di Campobasso, Potenza e Salerno, rispettivamente 240mila euro, e poco più di 1.200.000 euro gli altri due. Nella sua relazione del 2011, l’Eurispes scrive: «Osservando la diversa composizione delle spese liquidate dagli uffici giudiziari, emerge chiaramente che anche nel 2011 la quota destinata al pagamento delle intercettazioni è ancora molto rilevante: l’86,5% delle somme liquidate serve a coprire i costi che gli uffici sostengono per le intercettazioni». In quell’anno i «bersagli» erano 135mila, meno del 2012 (nel 2010 erano 130mila). In generale, comunque, dal 2006 al 2011, il numero delle intercettazioni è aumentato di quasi il 20 per cento: da 113mila al già citato dato del 2011: 135mila. Sempre secondo l’Eurispes, ogni anno in Italia vengono effettuate 181 milioni di intercettazioni.

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