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Lima e lenzuolo. In due evadono dal carcere

Detenuti nella sezione per tossicodipendenti hanno segato le sbarre e si sono calati di sotto

È caccia aperta in tutta Italia ai due detenuti che martedì sera sono evasi dal carcere di Rebibbia, a Roma. I fuggitivi, Giampiero Cattini, di 41 anni, e Sergio Di Palo, di 33, entrambi romani, ora hanno alle costole le forze dell'ordine che stanno setacciando tutto il territorio nazionale per catturarli. Posti di blocco e controlli sono stati istituiti sui luoghi dove si presume che i due evasi abbiano avuto contatti anche con i familiari. Non si tralasciano, inoltre, le vie consolari di accesso e uscita alla Capitale, le arterie autostradali e ogni possibile percorso di fuga utilizzato da Cattini e Di Paolo. Sotto la lente di ingradimento anche altri luoghi dove i fuggitivi avrebbero potuto trovare rifugio, tra cui accampamenti abusivi o campi nomadi. A tutte le pattuglie di polizia e carabinieri, inoltre, sono state immediatamente diramate le foto segnalatiche. Una ricerca approfondita e minuziosa, partita la notte stessa in cui è scattato l'allarme all'interno del carcere, dal quale i detenuti sono evasi con la stessa tecnica utilizzata nei film: hanno segato le sbarre e poi si sono calati dal muro di cinta utilizzando le lenzuola annodate tra loro. Quando la Polizia penitenziaria, alla fine di un giro di ispezione, si è accorata della loro assenza, sono immediatamente scattate le ricerche all'interno della struttura. In un primo momento, infatti, si pensava che fossero nascosti dentro il carcere, magari in qualche anfratto ben protetto, in attesa di un’opportunità per fuggire. I controlli, però, non hanno dato l'esito sperato. Non è ancora chiaro, inoltre, se i due abbiano usufruito dell'aiuto di un complice, che magari li attendeva fuori dal carcere. Giampiero Cattini e Sergio di Paolo, il primo in cella per rapina e furto, mentre il secondo anche per reati legati agli stupefacenti, avrebbero dovuto lasciare il carcere a dicembre e febbraio 2018. Di Paolo, inoltre, aveva anche precedenti specifici: 15 anni fa era stato protagonista di un'altra evasione. In quel caso, però, era detenuto ai domiciliari. I due provenivano dal settore 3 CC Rebibbia, dove sono ospiti altre 47 persone ex tossicodipendenti. «La notizia dell’evasione rappresenta un ennesimo segnale della fragilità del nostro sistema penitenziario», ha detto il segretario nazionale dell’Ugl Polizia penitenziaria, Giuseppe Moretti, aggiungendo come siano «numerose le criticità presenti nell’apparato dell’amministrazione penitenziaria che non considera correttamente l’inadeguatezza delle strutture carcerarie, finanche per accogliere detenuti sottoposti a percorsi di recupero su reati commessi attraverso la dipendenza da sostanze stupefacenti».

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