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Ogni anno 1600 «Sos» lanciati da donne in pericolo

Centotrenta casi di femminicidio nel 2013, ogni anno oltre 1.600 richieste di aiuto al centralino di Telefono Rosa, «moltissime da Roma», precisano dal centro, che registra anche lunghe liste d’attesa...

Centotrenta casi di femminicidio nel 2013, ogni anno oltre 1.600 richieste di aiuto al centralino di Telefono Rosa, «moltissime da Roma», precisano dal centro, che registra anche lunghe liste d’attesa per l’assistenza nelle strutture d’accoglienza ma ancora poche denunce da parte delle vittime di violenza, che pure aumentano. In prima linea, nella provincia capitolina, c’è l’Osservatorio Solidea, l’istituzione di genere femminile che si distingue sul piano nazionale – dove aumentano centri dedicati a donne e bambini maltrattati - proprio per l’attenzione al disagio sociale che si esprime sotto forma di violenza di genere. Cinque centri a livello provinciale, 4 a Roma e uno a Valmontone, complessivamente «ci passano circa 2.200 donne ogni anno – spiega la presidente Maria Grazia Passuello, che nel ’92, ha inaugurato a Villa Pamphili il primo centro antiviolenza riconosciuto dell’area centro-sud Italia – Nella maggior parte dei casi si tratta di violenza domestica, e sempre più spesso purtroppo le vittime sono italiane, mentre gli anni scorsi assistevamo per lo più straniere, immigrate». Si distingue tra donne «accolte» e «ospitate». Le prime, che hanno la possibilità di contare su un alloggio alternativo all’abitazione familiare, per esempio presso amici o parenti, vengono comunque assistite dall’Osservatorio sotto ogni profilo, da quello psicologico a quello legale, si parla di circa duemila casi all’anno. Alle seconde, considerate in pericolo, è offerta anche una sistemazione, per mamme e figli, di norma una permanenza di sei mesi che comunque può allungarsi nel caso in cui, per esempio, non si voglia interrompere l’anno scolastico o si aspetti l’ordine di allontanamento dal domicilio del convivente se si tratta di violenza domestica. «Attualmente ospitiamo circa 50 donne – continua la Passuello – ma la richiesta è superiore, ho una lista di appuntamenti lunga più di un mese, quattro o cinque casi al giorno». Che non sempre vanno a buon fine. «C’è anche chi ci prova ma poi disdice, non tutte le donne accolte denunciano, sono indicativi gli ultimi dati di una ricerca realizzata per conto ministeriale che censiva, nel 2012, un milione di donne che avevano subito violenza, di queste però solo il 7,6% ha denunciato, mentre nel 33% dei casi ha tenuto nascosto il problema». Allarmi «sgonfiati» dalle forze dell’ordine, per la Passuello, che tra i problemi include anche la giustizia-lumaca: «A volte - spiega - servono quattro anni per iniziare un processo».

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