«Quando avevo 7 anni il mio patrigno, Woody Allen, mi prese per mano, mi portò in un stanza, mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film». é la descrizione Dylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e Mia Farrow,che è torna a ribadire le accuse di molestie sessuali contro il padre adottivo. Lo ha fatto in una lettera al New York Times, la giovane sostiene che il regista abusò di lei quando aveva 7 anni, subito dopo l'adozione. Nella lettera, diretta al columnist del giornale Nicholas Kristof e motivata con la volontà di rompere la solidarietà e l'affetto di Hollywood per l'uomo che le ha rovinato la vita, Dylan Farrow racconta un episodio del 1992. Avvenne nella casa di famiglia in Connectiut. «Ricordo che fissavo il trenino elettrico, cercando di concentrarmi sui cerchi del suo percorso. - continua il racconto della ragazza Ancora oggi non riesco a guardare i trenini elettrici». Spesso le chiedeva didormire a letto con lui, a volte «metteva la testa sul mio ventre nudo e respirava forte. Per quanto ho memoria mio padre mi ha fatto cose che non mi piacevano - scrive ancora la Farrow. -Queste cose accadevano regolarmente, e spesso, ed erano così abilmente nascoste a mia madre - lei mi avrebbe protetto se avesse saputo - che pensavo fosse normale». «Il fatto che l’abbia fatta franca mi ha perseguitato durante tutta la mia giovinezza», scrive Farrow. «Ero travolta dal senso di colpa per avergli lasciato avvicinare altre bambine». Allen è già finito sotto inchiesta per l'episodio del 1992 in Connecticut, ma la procura ha deciso di non perseguirlo. Un processo che ha causato aspre critiche, dopo che il procuratore della contea di Litchfield, Frank S. Maco, dichiarò che esisteva una «probabile causa» per accusare Allen ma che lui aveva scelto di non farlo. Un collegio disciplinare accusò Maco di aver pregiudicato l'allora battaglia per l'affidamento dei figli tra Mia Farrow e Woody Allen formulando accuse senza incriminazioni formali. L'accusa del 1992 arrivò subito dopo l'affaire tra il regista e la figlia adottiva di Mia Farrow, Soon-Yi Previn. Allen, allora cinquantenne, non era il padre adottivo della ragazza, allora diciannovenne. I due si sono sposati nel 1997 e hanno due figlie adottive. Nonostante la controversa vita privata, la carriera cinematografica di Allen non si è mai interrotta. Ha continuato a produrre almeno un film all’anno, e con l’ultima produzione, «Blue Jasmine», si è guadagnato tre nomination agli Oscar. La lettera di Dylan Farrow arriva subito dopo l'attribuzione di Allen del Golden Globe alla carriera. Allen non ha partecipato alla cerimonia, ma durante la trasmissione tv, Ronan Farrow - il figlio biologico di Allen e Mia Farrow, anche se lui sostiene che probabilmente il suo padre naturale è l'ex marito dell'attrice Frank Sinatra - ha twittato un'accusa pesante: «Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l'ha molestata quando aveva sette anni?", facendo riferimento proprio alla sorellastra Dylan. Dylan Farrow, che ora vive in Florida sotto un altro nome, conclude la sua lettera implorando l’opinione pubblica di non dimenticare la sua versione dei fatti e accusa il mondo di «celebrare un tormentatore». E si rivolge alle star di Hollywood, coinvolgendole in prima persona: «Cosa avreste faftto se fosse capiato stato vostro figlio?». E a Diane Keaton, attrice musa di Allen: «Mi conosci da quando ero bambina. Mi hai dimenticata? Woody - conclude - è la prova vivente di come la nostra società non protegge i superstiti di abusi sessuali».
La figlia di Woody Allen «Papà abusò di me»
«Avevo 7 anni mi prese e mi portò in una stanza»
