Attualità

"Sindaco pagaci i danni". L’ira dei romani affondati

Da Nord a Sud della capitale i cittadini urlano di rabbia "Non vogliamo, esigiamo che il sindaco ci risarcisca"

«Il Comune di Roma deve risarcire i danni per quello che è successo». Da Nord a Sud di Roma gli alluvionati, dopo gli allagamenti causati dalle abbondanti piogge cadute tra giovedì e venerdì, chiedono all’amministrazione di pagare. Tra case inondate di fango, dove elettrodomestici e mobili ancora galleggiano nell’acqua e commercianti che hanno visto le loro attività devastate, i residenti delle zone più colpite non usano mezzi termini: «Il Comune deve pagare». «Io non voglio: esigo, è diverso, che il sindaco Marino venga qui a vedere con i suoi occhi la nostra casa distrutta. I sacrifici di una vita marciti da un fiume in piena che ha inondato la nostra casa e altre centinaia nel quartiere, per colpa di amministrazioni inefficienti». Giancarla Iezzi, 67 anni, vive in una delle tante abitazioni in via Albosaggia, a Bagnoletto. Forse la zona più colpita di tutto l’entroterra di Ostia, e quella che ad oggi paga lo scotto di progetti perfino finanziati ma ancora al palo. «Io e mia moglie siamo anziani - aggiunge Giuseppe Londei - Per colpa di questa alluvione abbiamo perso tutto: materasso, elettrodomestici, mobili, le mie medicine. E pensare che ancora ci devono rimborsare i 32mila euro di danni degli allagamenti del 2008. Pochi giorni fa siamo andati a pagare l’Imu, ma da ieri io devo dormire da mio figlio e Giancarla da mia figlia. È giusto?«. «Stiamo mandando via l’acqua da casa dei miei genitori da 29 ore - continua Fabio Londei - Non è venuto nessuno ad aiutarci: ieri pomeriggio alle 17.30 mi sono fatto prestare un gommone da un vicino per andare a prendere mia madre e portarla via». «In due anni ci siamo allagati due volte - racconta Doris Iezzi, tre civici più avanti - Ieri il frigorifero galleggiava, così come la legna che, accatastata vicino al camino, è stata trascinata ovunque dall’acqua che ha ricoperto il nostro piano per mezzo metro. La cameretta dei bambini e il salone appena comprati sono stati distrutti, dai sanitari vengono su liquami». «Abbiamo due bambini di 2 e 6 anni che non sappiamo dove sistemare, viste le condizioni nelle quali si trova la nostra casa - aggiunge Massimiliano Bedini - Dobbiamo buttare la spesa di un mese. Noi paghiamo le tasse e dobbiamo combattere con chi si mangia i nostri soldi». Stessa storia anche a Prima Porta dove Stefan e Cristina Zarif, che abitano in via Frassineto completamente allagata dall’alluvione, appena prima di Natale avevano comprato i materassi nuovi: «Siamo disperati - spiegano - dobbiamo buttare tutto. I danni? Almeno ci vengano incontro con qualcosa. Dopo questo ci chiedono ancora di pagare l’Imu. Noi abbiamo anche il mutuo sulle spalle. Il sindaco Marino è venuto qui, ma non ha parlato con la gente». Sulla stessa via la signora Elida, che di anni ne ha 66 e vive nel quartiere da sempre. «Certo che chiederemo il risarcimento al Comune - sottolinea - visto che non hanno provveduto alla manutenzione delle fogne. Qui, poi, non si è fatto vedere nessuno: nel momento del bisogno nessuno ti aiuta». Nello sconforto più totale anche i negozianti di Prima Porta. Tutti alle prese con il fango che ha distrutto e inondato tutti i locali e con la merce rovinata e tutta da buttare. «Noi siamo rovinati - dice Roberta Urbani, proprietaria di una tabaccheria in via della Guistiniana - chiedo i danni al Comune perché questo è successo a causa delle fogne piene. Ho dovuto buttare tutto quello che c’era in vetrina e le sigarette». E poi c’è Veronica Alexandru, proprietaria del «Green bar». «Al momento - racconta - non riusciamo a quantificare i danni. Ma è possibile che chiederemo i danni al Comune di Roma. Forse faremo una riunione con tutti i commercianti di zona per decidere».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.